Per questo la recente delibera di giunta numero 79 del 18 aprile – promossa dall’assessore al Servizio demografico Alessandro Di Nicola – dà adesione al progetto “Carta d’identità e la donazione di organi” da parte dei cittadini.
In base alla delibera il dirigente del Settore demografico dovrà mettere in atto “Tutti gli strumenti adeguati al fine di dare concreta attuazione al progetto, attraverso l’individuazione di uno specifico gruppo di lavoro”.
Seguirà la formazione del personale dell’anagrafe da parte degli operatori del centro regionale trapianti, la creazione di un piano di comunicazione sul tema svolto dal Comune e l’attivazione delle modifiche da apportare al software a cura del sistema informatico del Comune per tenere conto delle linee guida del sistema informativo trapianti.
Quello umbro citato nella delibera era un progetto pilota che era stato sviluppato con Federsanità e Anci, proprio per consentire a chi rinnovava o richiedeva la carta di identità di esprimere il proprio consenso o il diniego alla donazione, semplicemente un modulo presso l’anagrafe dei Comuni della Regione. Il motivo di questa scelta era proprio legato al fatto che il rinnovo e il rilascio della Carta di identità rappresentava l’occasione più facile per raggiungere tutti i cittadini e dare loro la possibilità di scegliere e rendere una propria dichiarazione. I Comuni, così, diventavano facilitatori della decisione. Nel modello umbro, comunque, il modulo relativo alla dichiarazione con la quale si prestava o meno il consenso con comportava alcuna annotazione sulla propria carta di identità, ma favoriva direttamente l’accesso della decisione al sistema informativi dei trapianti.
“La dichiarazione di volontà espressa al Comune – si legge infatti nel documento redatto dal coordinamento scientifico del progetto per la Regione Umbria – ha lo scopo di consentire che il consenso o il diniego manifestato dal cittadino in merito alla donazione di organi e tessuti sia registrato nel Sistema Informativo Trapianti (SIT) e possa essere consultato, in tempo reale 24 ore su 24, da parte dei Centri di Coordinamento Regionale dei Trapianti al momento di eventuale decesso della persona”.
di Emanuele Cascapera





























