C’è anche un giovane guidoniano tra gli accusati di “nonnismo” nei confronti di una ex allieva, al termine del 124° corso presso l’Accademia militare di Pozzuoli. Non gesti dimostrativi goliardici, ma decine di frustate, pugni e un bagno in piscina contro la sua volontà. Per questo motivo il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale militare di Roma ha rinviato a giudizio, con l’accusa di reato continuato di lesione personale, pluriaggravato e in concorso, otto sergenti e la prima udienza è fissata per il prossimo 9 marzo.
Il video è stato diffuso anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto”.
I pm di Latina, Antonio Sgarrella e Valentina Giammaria, hanno inoltre citato a giudizio gli otto sergenti, ipotizzando il reato di violenza privata, e il processo davanti al Tribunale di Latina inizierà il prossimo 5 novembre.
Secondo gli inquirenti, l’ex allieva, al termine del 124° corso presso l’Accademia militare di Pozzuoli e mentre era aggregata temporaneamente al 70° stormo, il 4 aprile 2018, nel contesto di una sorta di rito di iniziazione denominato “tuffo nella piscina del pingue”, sarebbe stata sollevata da terra, colpita con violenza al fondoschiena utilizzando dei fustelli di legno e presa a pugni.
Gli imputati avrebbero poi fatto battere a Giulia Schiff la testa contro l’ala di un aereo e infine l’avrebbero buttata in piscina nonostante lei si opponesse a quello che l’Aeronautica ha subito definito solo un gesto goliardico.
Denunciato l’episodio, l’ex allieva è inoltre stata espulsa dall’Accademia.
Una ritorsione, secondo la 21enne veneziana, che ha fatto ricorso e presentato un’altra denuncia per mobbing, che ha portato la Procura militare di Napoli a indagare due ufficiali, uno con l’accusa di diffamazione militare e abuso di autorità aggravati e l’altro per ingiuria.
Sull’espulsione, sospesa dal Consiglio di Stato, si deve ora pronunciare il Tar.






























