VALMONTONE – Botte e minacce, i genitori fanno arrestare il figlio dipendente da sostanze

Dramma familiare, la coppia di 60enni italiani ha chiesto aiuto ai carabinieri

Spintoni, calci e pugni, mobili distrutti.

Andava avanti così da almeno 5 anni il dramma familiare di una coppia di Valmontone, vittima di maltrattamenti da parte del figlio dipendente da sostanze.

Almeno fino a quando il padre e la madre hanno trovato il coraggio di denunciare il loro ragazzo.

Così i Carabinieri della Stazione di Valmontone hanno arrestato in flagranza differita un ventottenne del luogo per maltrattamenti in famiglia.

Secondo un comunicato stampa del Comando provinciale dell’Arma, l’operazione testimonia la massima attenzione con cui i Carabinieri affrontano ogni segnalazione di violenza domestica, attivando con tempestività e rigore le procedure previste dal cosiddetto Codice Rosso, strumento normativo che garantisce alle vittime protezione immediata e priorità assoluta sul piano investigativo.

Stando al comunicato, tutto ha avuto inizio con la denuncia-querela coraggiosamente presentata dai genitori del giovane, da anni costretti a vivere in un clima di paura e sopraffazione.

Dal 2021, i due coniugi 60enni subivano condotte maltrattanti sistematiche da parte del figlio: minacce quotidiane come “vi ammazzo tutti e due” accompagnate da percosse nonché dalla distruzione delle suppellettili domestiche.

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Un regime di terrore che aveva progressivamente isolato le vittime dal mondo esterno, inducendole a interrompere ogni frequentazione con amici e familiari, nel timore dei repentini e imprevedibili scatti d’ira del giovane, riconducibili in larga parte all’abuso cronico di alcol e sostanze stupefacenti.

Con non poca difficoltà, i genitori hanno trovato il coraggio di riferire ai militari gli ultimi due gravi episodi di violenza fisica subiti.

Il primo, il 23 aprile 2026: a seguito di una lite, il padre era stato colpito con pugni ai fianchi e un calcio al petto.

Il secondo, appena cinque giorni dopo: il ventottenne si era scagliato contro la madre, scaraventandola con violenza contro il muro e colpendola ripetutamente con pugni alla testa.

Di fronte a una situazione di pericolo concreto e attuale, i Carabinieri di Valmontone hanno immediatamente attivato il Codice Rosso, richiedendo un provvedimento d’urgenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri.

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La risposta dell’Autorità Giudiziaria è stata altrettanto rapida: nel giro di poche ore è stata emessa nei confronti del ventottenne la misura cautelare dell’allontanamento urgente dalla casa familiare.

È proprio durante l’esecuzione di tale provvedimento che il giovane ha consumato il proprio errore fatale: alla presenza stessa dei Carabinieri incaricati dell’esecuzione, ha continuato a inviare messaggi minacciosi al padre, reiterando le condotte per cui era già destinatario della misura.

Un comportamento che ha reso inevitabile il suo arresto in flagranza differita per reiterati maltrattamenti in famiglia.

Il ventottenne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Velletri, dove si trova a disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari per la convalida dell’arresto.

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