Simone Di Ventura, il CAMBIO A MONTE di cui la città ha bisogno. Chi è l’avvocato, candidato sindaco del centrodestra

Preparato, giovane, tenace, competente. Chi lo conosce, o ha imparato a farlo in questi anni di impegno politico, così descrive Simone Di Ventura, avvocato e imprenditore 33enne, rampollo di una storica famiglia di Monterotondo. Già cinque anni fa, nel turno elettorale del 2019, aveva concorso alla carica di sindaco mantenendo una forte connotazione civica con la sua lista Monterotondo Bene Comune di cui è stato capogruppo in consiglio comunale nel quinquennio appena concluso. Oggi è ancora candidato alla carica di sindaco a capo di una coalizione composta da sette liste – quattro civiche (Monterotondo Bene Comune; Unione Civica Eretina; Polo Civico; Monterotondo Scalo Conta) e le tre dei dei partiti del centrodestra unito: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega – per le elezioni amministrative in programma i prossimi 8 e 9 giugno. Di Ventura, cinque anni fa, sfiorò l’elezione a sindaco nel turno di ballottaggio, contando solo 246 voti di differenza con l’avversario.

Chi è Simone Di Ventura 

Ho 33 anni e a Monterotondo sono nato e vivo, qui ho la mia famiglia è dove svolgo il lavoro di avvocato. La politica è una mia grande passione, che seguo con impegno e serietà. A poco più di 20 anni, mi sono candidato al consiglio comunale e nel 2014 sono stato eletto grazie a tanti cittadini che hanno creduto in me.

Nel 2019, ho sfidato la sinistra, al governo da 80 anni, candidandomi a sindaco con una coalizione civica e il sostegno del centrodestra. Abbiamo raggiunto al secondo turno elettorale, un risultato storico per Monterotondo. Purtroppo, ho perso contro Riccardo Varone per soli 246 voti. Questi 5 anni all’opposizione mi hanno fatto capire le problematiche amministrative causate dalla sinistra. Per questo ho deciso di ricandidarmi a sindaco. Credo che ora possiamo vincere e rendere Monterotondo una città moderna, libera dai condizionamenti del passato, piena di opportunità per tutti. Con il sostegno di tutti, possiamo farcela.

Qual è il suo progetto di città 

La Monterotondo che intendiamo costruire dovrà essere moderna, aperta, solidale, ma anche determinata a far rispettare quei principi di legalità e di rispetto delle regole che quasi mai hanno trovato applicazione con le amministrazioni comunali di centro sinistra. Il programma lo intendiamo come un patto progettuale con i cittadini i cui punti tutti, nessuno escluso, ci impegniamo a rispettare attraverso l’azione politico amministrativa.

I nostri obiettivi, con alcune priorità dettate dal buon senso, puntano ad aumentare significativamente la qualità dei servizi, gli interventi di manutenzione negli spazi comuni restituendo alla Comunità di Monterotondo una Città pulita e decorosa. Un’azione incisiva dovrà riguardare la sicurezza urbana, incentivando i controlli e i presìdi di polizia nelle zone maggiormente esposte a fenomeni di macro e micro criminalità come lo Scalo e il Centro Storico.

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Il nostro Programma, che potremmo definire dei 100 giorni, guarda quindi alle esigenze primarie delle persone, che chiedono, prima di ogni altro, di vivere una città sicura, pulita, dotata di servizi efficienti. A questo lavoreremo nell’immediato in ogni singolo quartiere.

Da subito, tuttavia, cominceremo a gettare le basi per costruire la Monterotondo del futuro. Una città che necessita di progetti, investimenti, capacità di intercettare le enormi risorse finanziarie disponibili in Europa, attraverso una progettualità strategica concordata con il governo nazionale e la Regione Lazio, entrambe a guida centrodestra.

L’amministrazione uscente ha reso Monterotondo una città immobile e invivibile, dove si avverte il bisogno di un rilancio, di nuove sfide e soprattutto di determinazione nel realizzarle. Valorizzare il nostro patrimonio storico culturale, il verde pubblico, incentivare il lavoro, sostenere le imprese, valorizzare lo sport, favorire l’inclusione sociale, la solidarietà e preparare i giovani alla vita e alle sfide future, interrompendo in questo modo il lento e inesorabile declino socio economico a cui Monterotondo sembra essere condannata.

A Monterotondo c’è questo contratto di concessione sottoscritta dal Comune con una società, la Aj Mobilità per la regolamentazione della sosta a pagamento che fa molto discutere da mesi 

Non ho avuto difficoltà a definirlo lo scandalo di sempre. Trecento stalli a pagamento sono attivi nelle zone residenziali e commerciali a ridosso del centro storico senza agevolazioni o sconti per i residenti che pagano la tariffa piena per parcheggiare nei pressi delle loro abitazioni, ma altre amare sorprese sono in serbo per i cittadini.

Ci sono aree oggetto di riqualificazione che al termine dei lavori saranno consegnate alla gestione di Aj Mobilità e diventeranno aree per la sosta a pagamento. È il caso del parcheggio di via Corsica, chiuso per consentire interventi di manutenzione straordinaria, la cui cui «inaugurazione» e riapertura è prevista il 27 maggio. Alta è la probabilità che già il giorno dopo, lasciare la macchina su uno dei 160 stalli all’interno dell’area parking costerà caro ad automobilisti e residenti. Ma anche altre aree oggetto di riqualificazione stanno per finire nelle grinfie del privato e sono dettagliatamente riportate nel piano tecnico economico del contratto di concessione sottoscritto il 31 gennaio del 2023 tra il Comune e la società. Sono il parcheggio di via Rio Maggiore (60 stalli) via Riva; Largo Vassallo; via Monte Cristallo (nei pressi dell’Inps); Piazza Berlinguer a Monterotondo Scalo; il multipiano della Stazione Ferroviaria. Nel corso dei prossimi mesi, progressivamente diventeranno 1500 gli stalli a pagamento in città. Grazie alla concessione della durata di 21 anni, seguita alla gara d’appalto del valore di 30 milioni di euro a fronte di investimenti privati di appena 5, per finanziare i lavori del contestato parcheggio interrato di piazza della Libertà, un’opera che presenta rischi di natura idrogeologica per la presenza sotterranea di grotte e cunicoli, come si legge nella perizia allegata al progetto. Intanto, una «nuova tassa» sta per abbattersi sui pendolari che usano il treno per raggiungere il posto di lavoro. Parcheggiare nel multi piano costerà un abbonamento mensile che fa dai 25 ai 60 euro, per gli utenti occasionale la sosta sarà di 1 euro. Tutto scritto nel contratto di concessione. Che il sindaco uscente sembra non conoscere, negando la sosta a pagamento nelle zone adiacenti la Stazione di Monterotondo Scalo.

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Perché gli elettori dovrebbero sceglierla, votare lei come sindaco di Monterotondo

Dopo 80 anni di governo locale nelle mani della sinistra, composto negli ultimi 25 dagli stessi assessori, molti dei quali scelti non per le specifiche competenze bensì per non mettere in crisi un sistema di potere radicato che non resisterebbe a se stesso, credo che il cambiamento ai vertici del Comune sia ormai quasi un fatto inevitabile. C’è tanto malcontento in questa città, dovuto al degrado, all’abbandono delle periferie, dello Scalo in primo luogo. In Centro Storico ogni fine settimana si trasforma in un far west, risse e accoltellamenti hanno portato i residenti all’esasperazione. La qualità della vita non è mai stata così bassa, strade e piazze sporche, cura del verde pubblico inesistente, servizi ridotti al lumicino. Questi e tanti altri i motivi per cui è necessario UN CAMBIO A MONTE, un nuovo sindaco e una squadra che rimettano al centro i cittadini tutti e non gli interessi di parte.

Simone Di Ventura

*Pubblicità elettorale a pagamento a carico del committente

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