“Che giustizia è se un automobilista uccide e se la cava con una pena ridicola senza scontare un giorno di carcere?
La legge italiana fa schifo: l’assassino di nostro figlio è libero e noi scontiamo l’ergastolo del dolore e del lutto”.


Lorenzo Masulli, il 25enne di Marcellina travolto e ucciso sulla Maremmana da un’auto in corsa
Mara Benedetti e Ciro Masulli sono la mamma e il papà di Lorenzo Masulli, per tutti “Lollo”, il 25enne di Marcellina deceduto nel tragico incidente stradale avvenuto nella serata di domenica 5 gennaio 2025 in via Maremmana inferiore, a Guidonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).


Martedì 12 maggio al Tribunale di Tivoli si è concluso il processo per la morte di Lorenzo Masulli
La ferita mai rimarginata per la perdita del loro unico figlio ha ricominciato a sanguinare copiosamente martedì scorso 12 maggio, quando al Tribunale di Tivoli si è concluso il processo per omicidio stradale e lesioni gravissime a carico di Giulio Ramon M., il 26enne di Palombara Sabina che alla guida di una Alfa Romeo Mito invase la corsia opposta e ad alta velocità si schiantò contro la Fiat Panda condotta da Lorenzo Masulli uccidendolo sul colpo e ferendo gravemente Francesca G., la fidanzata 22enne residente a Guidonia seduta accanto a lui.



Il tragico incidente stradale è avvenuto al chilometro 30 della via Maremmana inferiore a Guidonia



Davanti al Giudice per l’udienza preliminare Raffaele Morelli, Giulio Ramon M. ha patteggiato la pena concordata col pubblico ministero Filippo Guerra pari a un anno e dieci mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa, oltre a sei mesi di sospensione della patente (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Un verdetto accolto con stupore e rabbia da mamma Mara e papà Ciro, ma anche dalla nonna materna di “Lollo”, Teresa Delle Fratte, e dagli zii, Salvatore Masulli e Luciano Benedetti, quest’ultimo costituitosi parte civile nel processo.



Lorenzo Masulli bimbo
“Giustizia non è fatta”, commentano amareggiati i genitori di “Lollo”, un ragazzo descritto da tutti come generoso, dal sorriso solare e con tanta voglia di vivere.
“Ci saremmo aspettati una pena più severa – sottolineano Mara e Ciro – invece il messaggio di questa sentenza è che chiunque può fare ciò che ha fatto l’omicida di nostro figlio, tanto la legge italiana non gli fa niente.
Non esiste una Giustizia che possa alleviare un dolore così immenso, disumano e contro natura per dei genitori che hanno perso l’unico figlio.
Un dolore al quale non si sopravvive: mentre a Lorenzo venivano donate le ali, a noi si spaccava il cuore a metà morendo con lui”.



Il pensiero di papà Ciro torna indietro alla sera del 5 gennaio 2025, la sera della tragedia.



Lorenzo Masulli tra il papà Ciro e la mamma Mara
“Lorenzo viaggiava sulla sua corsia di marcia a 50 chilometri orari con la sua ragazza Francesca – racconta il 61enne pittore edile originario di Villalba di Guidonia – L’omicida correva a 150 all’ora, in prossimità di lavori in corso ha perso il controllo e si è andato a schiantare prima nella corsia di destra poi sterzando ha invaso la corsia a sinistra uccidendo sul colpo Lorenzo e causando lesioni gravissime alla sua ragazza.
La condanna patteggiata dal conducente Giulio Ramon M. è l’ennesima dimostrazione che la legge italiana fa schifo.
Spero che fra 6 mesi, quando gli verrà restituita la patente, l’omicida di mio figlio non corra di nuovo in auto causando altro dolore: secondo me chi ha il vizio di correre e fare lo spaccone in auto va equiparato a chi guida sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti, per questo la legge andrebbe cambiata.
Sono sicuro che la cambierebbero subito se al posto di Lorenzo Masulli ci fosse stato un figlio di un giudice.
Questa sentenza ci ha uccisi per la seconda volta”.



Lorenzo Masulli insieme allo zio materno Luciano Benedetti
“
Una condanna a 22 mesi con pena sospesa non ci sembra giusta”, rincara la dose lo zio materno Luciano Benedetti, 56 anni, l’unico familiare costituito parte civile nel processo a carico di Giulio Ramon M. – Se l’omicida di mio nipote Lorenzo fosse andato a una velocità moderata, e non a oltre 120 all’ora come è stato rilevato, sicuramente avrebbe potuto frenato e non ci scappava il morto: purtroppo questa è la verità.
Prima di mettersi alla guida bisogna starci col cervello”.



Lorenzo Masulli insieme alla nonna materna Teresa Delle Fratte
L’uomo racconta che la mamma Teresa Delle Fratte, 86 anni, nonna di “Lollo”, da un anno e mezzo piange giorno e notte dopo la scomparsa dell’amato nipote.
“Cercheremo di far riaprire il caso, per questo ci confronteremo coi legali – annuncia lo zio Luciano – Mi sono costituito parte civile nel processo penale richiedendo il risarcimento danni materiali e morali perché io già stavo male, come certificato al giudice dall’avvocato Alessandro Messa, ma da quando è morto mio nipote Lorenzo non dormo più, passo notti insonni e sono costretto ad assumere farmaci.
Ho un figlio di 22 anni, ma ero legato morbosamente a mio nipote.
I soldi non contano niente, a costo di darli in beneficenza perché grazie a Dio non abbiamo bisogno, ma per principio voglio essere risarcito dal conducente dell’auto che ha travolto Lorenzo e dall’assicurazione.
Non mi sembra giusto che non si sia fatto neanche un giorno di galera”.





























