Oramai il fatto rischia di non fare piรน notizia, tale รจ fisso lo schema. Tanto che, con varianti diverse, pare di leggere la stessa vicenda. ‘Lui non voleva essere lasciato da lei’ … ‘Lui non riusciva a controllarla, lei era indipendente’ … ‘Lui era maniacale e ossessivo, anche lei non ne poteva piรน’ …
Potrebbero tornare ossessivamente come spiegazioni che non spiegano mostrano solo una debolezza che non puรฒ essere ascritta solo a quel singolo, ma ad un’identitร di genere finita in crisi quando il suo predominio sul mondo รจ franato.
Oggi le donne per capacitร e preparazione hanno scalato le vette di ogni gerarchia intellettuale e dove non ci sono, almeno in rappresentanza pari nel raffronto di genere, รจ perchรฉ trovano la porta sbarrata da invisibili paletti: l’accesso a cariche elettive dove possano misurarsi sulla capacitร .
Sono primati, questi (poche donne nelle leve di comando e la violenza su di loro), per cui il nostro paese si trova in posizioni preminenti rispetto al resto d’Europa. “La risposta soffia nel vento” direbbe Bob Dylan. Piรน semplice sommessamente noi la leggiamo nell’arretratezza della cultura sociale che nei decenni di emancipazione della donna ha visto premiati modelli di machismo in Italia. Come se, in definitiva, a parte alcuni dettagli di apparenza, era l’uomo forte a prevalere. Senza fare nomi questo lo si rileva anche nei principali leader dell’economia e della politica. Ma non poteva durare a lungo. Ora l’illusione si รจ dissolta. Non basta all’uomo, mostrare che รจ masculus per avere ragione nelle piccole e grandi cose. L’uomo che parte per fare la guerra o per lavorare nel Novecento non ha corrisposto a una prerogativa esclusiva, tale da rivendicare una primazia sociale. Ecco allora che il castello รจ crollato. E il conflitto che oramai non รจ piรน solo in fabbrica o nei campi di battaglia, ma ovunque, si riversa ovunque. E sono molte le donne che pagano per questo un prezzo troppo alto.






























