allarme prezzi

Emergenza prezzi: tutto aumenta, anche il caffè al bar

L’inflazione e i rincari dell’energia stanno rischiando di vanificare la ripresa economica. Anche i consumi frenano. Si attendono misure dal Governo

Ormai è evidente: all’emergenza sanitaria si sta affiancando quella dei prezzi, in modo sempre più stretto e intricato. Tutto aumenta, anche la tazzina di caffè al bar, e la situazione “al rialzo” continuerà ancora. I rincari dell’energia e l’inflazione, peraltro non destinata ad esaurirsi in tempi brevi, rischiano davvero di travolgere la ripresa economica che del resto non riguarda tutti i settori. La stagione dei saldi invernali è in ribasso, dice la Confesercenti, con consumi che si fermano al 30% in meno rispetto al periodo pre-Covid, stimando solo per il primo trimestre del 2022 un loro taglio di 6,4 miliardi di euro, con una corsa di carburanti, energia elettrica, gas, che dovrebbe costare un altro miliardo. E abbiamo già superato i due anni di una condizione negativa per tante categorie di lavoratori e dunque di famiglie, per le quali è previsto un aumento delle spese di oltre mille euro all’anno. Per la Confindustria, il peso dei rincari sta impattando sulle aziende, fino a 37 miliardi, mentre la Cgia di Mestre specifica che per le imprese più piccole, addirittura i costi aziendali di gas ed energia dovrebbero essere pari, rispettivamente, a 133.5% e al 75,6% in più confrontando i numeri al 2019.

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In questa panoramica che vede i consumi bruscamente in frenata, alcuni settori stanno peggio di altri, turismo e tempo libero (spettacoli e sport in testa). Le associazioni di categoria chiedono altri sostegni al più presto, per non farli morire. La loro sopravvivenza, affermano, deve passare attraverso nuove misure sugli ammortizzatori sociali, con il prolungamento della cassa integrazione Covid, e facilità nell’accesso al credito, assieme a contributi a fondo perduto e provvedimenti fiscali per fare affluire liquidità al più presto. E il Governo, si sta muovendo in tal senso, per varare un ulteriore decreto Sostegni: si parla di due miliardi di euro per indennizzare le attività più colpite, prima di tutto quelle della filiera del turismo, ma anche quelle relative a eventi, congressi, trasporti e automotive in generale, del tessile. All’orizzonte, pure la definizione di un “contributo di solidarietà” che sarà richiesto alle aziende che non se la passano così male come le altre, come quelle energetiche che stanno generando super profitti grazie ai rincari delle materie prime.

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