TIVOLI – Oneri d’urbanizzazione mai pagati, costruttori condannati

Il Consiglio di Stato obbliga il Consorzio “Il Giglio” di Campolimpido a versare al Comune 284.529 euro: il debito non è prescritto

A vederlo da fuori sembra un quartiere a misura d’uomo. Traffico zero, niente caos né smog, sei complessi alti non più di 4 piani immersi in una distesa di verde. Ma spesso le apparenze ingannano.

Ne sanno qualcosa i 700 abitanti nella zona residenziale “Il Giglio”, la lottizzazione realizzata a metà anni Duemila tra Campolimpido e Colle Nocello dalle società “Immobiliare Villa Adriana Srl” e “Immobiliare Villa d’Este Srl” riunite in Consorzio.

Il Comune di Tivoli ha denominato le strade del quartiere via Piergiorgio Gallotti e via delle Gardenie, ma non ha mai preso in carico le opere di urbanizzazione, rete idrica ed elettrica e sistema fognario. Motivo? Le società costruttrici non hanno versato all’Ente gli oneri di urbanizzazione previsti dalla Convenzione e nessuno glieli ha mai chiesti per più di dieci anni.

Oggi, giovedì 12 maggio, con la sentenza numero 3746 – ECCOLA - il Consiglio di Stato ha stabilito che l’amministrazione ha ancora due anni di tempo per incassare una somma pari a 284.529 euro e 87 centesimi.

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I giudici amministrativi hanno infatti accolto il ricorso del Comune di Tivoli e annullato la sentenza numero 3248 pubblicata dal Tar del Lazio il 17 marzo 2021. Nel giudizio di primo grado i magistrati avevano accertato l’intervenuta prescrizione del rateo spettante alla “Immobiliare Villa Adriana Srl”, annullando l’ordinanza-ingiunzione emessa dal Comune di Tivoli il 17 giugno 2020 per recuperare il maxi-importo dovuto per l’attuazione della convenzione di lottizzazione stipulata il primo luglio 2004.

Insomma, secondo il Tar era trascorso troppo tempo affinché il Comune potesse recriminare e ottenere la restante somma dovuta per gli oneri di urbanizzazione da parte della “Immobiliare Villa Adriana Srl”, la quale pagò 265.510,13 per gli oneri di urbanizzazione secondaria fin dal 5 luglio 2004, salvo poi alienare i fondi della lottizzazione ad una terza impresa nei mesi successivi.

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Nella sentenza di oggi il Consiglio di Stato ha sancito che l’anno scorso il Tar ha preso un abbaglio. Infatti, se la convenzione fu stipulata il primo luglio 2004, il termine finale di esecuzione scadeva il primo luglio 2014, per cui il termine di prescrizione dei crediti sarebbe spirato soltanto il primo luglio 2024.

Dunque, la “Immobiliare Villa Adriana Srl” deve pagare non soltanto gli oneri, ma anche le spese del doppio grado di giudizio e rimborsare al Comune 8 mila euro, oltre accessori di legge.

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