TIVOLI – Ponte della Pace, niente lavori: la ditta rinuncia all’appalto

Dopo 9 mesi di tira e molla l’azienda abbandona. Per la nuova pavimentazione in legno da 350 mila euro se ne riparla nel 2023

L’avvio dei lavori era previsto per ottobre 2021, ma fin da subito emersero delle criticità a tal punto che il sindaco annunciò lo slittamento di un mese.

Motivo ufficiale? Problemi di reperibilità dei materiali dovuta alla situazione post-pandemica.

In realtà, dall’aggiudicazione dell’appalto ad oggi di mesi ne sono trascorsi addirittura nove e il risultato è che i lavori di restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria sul ponte della Pace ci saranno soltanto nel 2023.

Il Comune di Tivoli ha infatti revocato in autotutela l’affidamento dell’intervento alla “Ebanisteria Caputo di Cataldo e Michele Caputo” con sede a Corato in provincia di Bari.

Lo stabilisce la determina numero 532 – ECCOLA – firmata il 16 marzo dal dirigente ai Lavori pubblici Tullio Lucci e pubblicata all’Albo Pretorio lo scorso venerdì 20 maggio. Col provvedimento viene ripercorso l’intero iter relativo al progetto da 350 mila per la riqualificazione del Ponte della Pace, l’opera pubblica più chiacchierata di Tivoli inaugurata l’8 giugno 2002, la struttura lignea che collega le due sponde del Bacino San Giovanni e che ogni giorno è percorsa a piedi da centinaia di pendolari e studenti.

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Dalla determina emerge che tra le 5 ditte invitate alla gara il 26 agosto 2021 la “Ebanisteria Caputo” si era aggiudicata i lavori per un importo pari a 183.494 euro e 54 centesimi.

Tuttavia la ditta non stipulò mai il contratto in quanto non trasmise la documentazione relativa agli adempimenti di sicurezza. Inutili i numerosi solleciti inviati dal Comune per l’integrazione documentale e la cantierizzazione dei lavori, inutile il botta e risposta con il legale dell’azienda, inutili le diffide. Il 25 gennaio la “Ebanisteria Caputo” ha richiesto la risoluzione e l’amministrazione comunale ha revocato l’aggiudicazione.

A questo punto cosa succede? Semplice, il Comune dovrà espletare una nuova gara.

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