GUIDONIA – Longarina, i soldi non bastano: variante per riaprire il ponte

A marzo la ditta ha scoperto che sotto terra c’è l’acqua solfurea, per cui i pali vanno “incamiciati”

L’inizio dei lavori era stato previsto a gennaio, quindi era slittato a marzo, ma fino adesso il cantiere è fermo.

Il motivo? Quando ha avviato l’intervento, la ditta ha scoperto che sotto terra c’è l’acqua solfurea, per cui i pali vanno “incamiciati”.

Per questo il Comune di Guidonia Montecelio ha approvato la perizia di variante relativa ai lavori di consolidamento della rampa di accesso al ponte di via della Longarina, la struttura viaria che collega viale Roma a Colle Fiorito con via Trento a Villalba chiusa al traffico da giovedì sera 31 ottobre 2019.

E’ quanto emerge dalla determina numero firmata martedì 19 luglio dal dirigente ai Lavori pubblici Alberto Latini che ha previsto una spesa complessiva di 165.552 euro e 51 centesimi.

La somma verrà riconosciuta alla ditta “Di Maulo Appalti e Costruzioni srl” di Roma a dicembre 2021 vincitrice dell’appalto con un’offerta di 133 mila 712 euro: all’impresa spetterà eseguire l’intervento strutturale di consolidamento con l’installazione di una decina di micro-pali in entrambe le corsie di marcia, fino alla base del travertino più solido ad una profondità di oltre dieci metri.

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Un intervento delicato, soprattutto in una zona come quella del ponte, a pochi metri dai Laghi Regina e Colonnelle che alimentano le piscine delle Terme di Roma e non solo.

I motivi della perizia di variante al progetto originario sono elencati nero su bianco nella determina firmata da Latini. Nell’atto si legge che nel corso di esecuzione dei lavori, si sarebbe manifestata la necessità di apportare alcune modifiche per tre ragioni fondamentali.

Innanzitutto per la presenza di acqua di natura solfurea, alla profondità di circa 9/10 metri dal piano campagna, con conseguenti smottamenti dei livelli limosi, con impedimento dell’esecuzione del palo.

Ragion per cui si è manifestata la necessità di introdurre una camicia in lamiera di ferro dello spessore di 3 millimetri e diametro 640 millimetri, in foro maggiorato di 700 millimetri di diametro nei primi 10 metri lineari di palo, con la funzione di contenimento dello strato sabbioso/limoso.

E non è finita.

Soltanto all’apertura del cantiere sarebbe emersa la necessità di utilizzare un calcestruzzo di classe C32/40, anziché del previsto C20/25, sempre a causa della presenza di acqua sulfurea.

Vale la pena ricordare che tra novembre 2019 e dicembre 2020 l’ex amministrazione 5 Stelle-Partito Democratico ha affidato un incarico da 3.996 euro a Francesco Chiaretti di Leonessa in provincia di Rieti per la redazione della relazione geologica, un incarico da 2.940 euro e 20 centesimi per le prove geologiche alla “Tecnolab Srl” di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, mentre la progettazione dei lavori di consolidamento furono affidati alla “MTM Progetti” di Roma ad una cifra pari a 25 mila 376 euro.

La domanda che si pongono i cittadini di Guidonia Montecelio e non solo è sempre la stessa: quando iniziano i lavori per riaprire il ponte di via Longarina?

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