GUIDONIA – Agguato in strada, il killer in fuga nell’asilo nido

La titolare: “Impugnava una pistola, bambini e operatrici sotto choc”. L'uomo parlava romanesco: la caccia continua

“Abbiamo notato dalla finestra quest’uomo nel giardino della scuola e abbiamo pensato ad uno sbandato. Poi guardando meglio abbiamo notato che aveva una pistola in pugno. E ci siamo barricati all’interno chiamando le forze dell’ordine”.

A parlare in esclusiva al quotidiano on line della Città del Nordest Tiburno.Tv è Marta Colasanti, 33 anni, da dieci titolare dell’asilo nido “Sole e Luna” al civico 8 di via Monte Vettore, a Vena d’Oro, frazione “cuscinetto” tra Colleverde di Guidonia e il Centro residenziale “Parco Azzurro”, che stamane, venerdì 21 giugno, è stato teatro di un agguato a colpi d’arma da fuoco (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line della Città del Nordest Tiburno.Tv, verso le 12,30 due killer in sella ad uno scooter hanno esploso almeno 5 colpi di calibro 7,65 contro un tunisino di 57 anni e un marocchino di 30 anni, rispettivamente zio e nipote.

Al momento il primo è ricoverato al policlinico “Agostino Gemelli” di Roma con una ferita ad una gamba e all’altezza della tempia, mentre il secondo è all’ospedale Sant’Andrea, anche lui ferito ad una gamba.

Ai carabinieri della Compagnia di Tivoli che indagano sul caso le due vittime dell’agguato hanno riferito di essere stati assaliti a scopo di rapina mentre erano in auto in un parcheggio di via Stella Polare, la prima strada all’ingresso del Centro residenziale Parco Azzurro.

Da lì i due killer si sono divisi: l’uomo alla guida dello scooter da una parte, il passeggero dall’altra.

Quest’ultimo ha prima scavalcato la recinzione che delimita il centro residenziale raggiungendo via Monte Vettore, dopodiché ha scavalcato la recinzione dell’asilo nido “Sole e Luna”, convinto di poter raggiungere il centro abitato del quartiere e confondersi tra la folla.

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Ma davanti si è trovato un muro di recinzione alto circa 4 metri, impossibile da scalare e per questo dall’asilo è dovuto uscire di nuovo.

“Erano le 12,30 – racconta Marta Colasanti, la titolare della struttura che ospita 30 bambini dai zero ai 6 anni – stavamo pranzando quando abbiamo notato un uomo attraversare il giardino.

Il cancello era chiuso, per cui deve aver scavalcato”.

In quel momento nella scuola insieme ai 30 bambini e alla titolare c’era la cuoca e 4 operatrici.

“Una delle nostre operatrici è uscita d’istinto insieme a me in giardino per chiedere chi fosse e cosa volesse – prosegue nel racconto Marta Colasanti – L’uomo ci ha risposto in dialetto romanesco: “Scusa, me so’ sbajato”.

Ma in quel momento ci siamo rese conto che aveva una pistola che nascondeva tra la mano destra e la manica del giubbotto.

Abbiamo temuto che ci sparasse, così ci siamo barricati dentro. Invece ha aperto il cancello ed è fuggito”.

A quel punto, dall’asilo nido “Sole e Luna” è partita la richiesta di aiuto al 112. Ma mentre il tam tam della notizia della sparatoria e dei due killer armati montava sui Social Network, nella scuola il panico cresceva minuto dopo minuto.

“I bambini piccoli non si sono accorti di nulla – prosegue la 33enne – mentre quelli più grandi di 5 e 6 anni, hanno visto l’uomo armato.

Avendo saputo che i killer erano due abbiamo anche pensato che l’altro fosse nascosto al piano sottostante, siamo finiti nel panico, molti tremavano di paura, qualcuno ha anche rimesso”.

All’arrivo dei carabinieri, l’asilo nido “Sole e Luna” è stato evacuato e i bambini sono stati affidati alle famiglie.

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E a quel punto è iniziata l’indagine per individuare i due killer.

Gli investigatori hanno acquisito i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza dell’asilo nido e di altre attività commerciali, a cominciare dall’adiacente farmacia Lozzi, oltre a quelle di abitazioni della zona.

Stando alle prime indiscrezioni raccolte dal quotidiano on line della Città del Nordest Tiburno.Tv, il killer entrato per errore nella scuola è stato ripreso dalle telecamere in fuga subito dopo l’agguato col volto coperto da una sciarpa e dal cappuccio di un giubbino blu di cui si è disfatto una volta entrato nel giardino dell’asilo nido.

Si tratta di un uomo di corporatura longilinea, scarpe Nike di colore grigio, pantalone della tuta nero con un teschio bianco disegnato sulla parte posteriore e una t-shirt rosa.

Le stesse telecamere hanno immortalato all’uscita dell’asilo nido un uomo dall’apparente età di 30-35 anni, carnagione olivastra, barba, capelli neri e ricci.

Tratti compatibili con quelli di un nordafricano o un rom.

Le indagini dei carabinieri proseguono senza sosta.

Oggi pomeriggio gli investigatori hanno setacciato palmo a palmo il quartiere di Colleverde: uno o entrambi i killer potrebbero aver trovato rifugio nella zona?

La caccia continua.

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