In riferimento all’articolo TIVOLI – Nuovo Ospedale Tiburtino, il costo “lievita” a 379 milioni di euro, da Massimiliano Rossi, Segretario della Federazione del Partito della Rifondazione Comunista di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:
“Mentre i cittadini della ASL Roma 5 continuano a fare i conti con liste d’attesa infinite, pronto soccorso congestionati e servizi territoriali smantellati, l’annuncio dell’ennesimo aumento dei costi per il Nuovo Ospedale Tiburtino (NOT) suona come l’ennesima beffa.
Il costo dell’opera è ufficialmente lievitato alla cifra astronomica di 379 milioni di euro, quasi il doppio rispetto alle stime iniziali, senza che all’orizzonte vi sia ancora una singola data certa per l’attivazione della struttura.
Come Rifondazione Comunista Tivoli, vogliamo ringraziare sentitamente la redazione del quotidiano Il Tiburno per aver reso pubblica questa notizia e per garantire alla cittadinanza un servizio di informazione puntuale e coraggioso.
È una trasparenza necessaria che, purtroppo, la politica locale e le istituzioni non darebbero mai, preferendo il silenzio per coprire le proprie mancanze.
Siamo di fronte a un disastro che ha responsabili politici chiarissimi.
Da un lato, la gestione PD di Nicola Zingaretti, che ha usato il progetto del NOT come uno specchietto per le allodole per giustificare anni di tagli selvaggi, chiusure di reparti e privatizzazioni striscianti.
Dall’altro, le gravi responsabilità della Giunta Rocca, che lungi dal segnare una discontinuità, sta portando avanti lo stesso modello fallimentare.
Rocca non solo non ha risolto le criticità ereditate, ma sta gestendo l’esplosione dei costi del nuovo ospedale senza fornire una sola certezza ai cittadini, dimostrando che tra la destra e il PD, quando si tratta di gestire la sanità come un business e non come un diritto, non c’è alcuna differenza.
Questa operazione è stata resa possibile dal colpevole silenzio assenso dei politici di Tivoli, Palombara e Subiaco.
I rappresentanti locali di ogni colore, invece di alzare le barricate per difendere il diritto alla salute dei propri territori, hanno preferito chinare la testa davanti ai diktat regionali, rendendosi complici del depotenziamento dei nostri presidi ospedalieri in cambio di carriere personali.
Il paradosso del NOT appare ancora più odioso se confrontato con la realtà:
Palombara Sabina: L’ospedale è stato smantellato per far posto a una “Casa della Salute” rivelatasi una pura chimera.
La recente chiusura di servizi essenziali conferma che la politica ha abbandonato la Sabina.
Subiaco: L’ospedale di montagna è in agonia. Mentre si bruciano 379 milioni su un progetto ancora sulla carta, a Subiaco mancano medici, infermieri e dignità per i pazienti dell’Alta Valle dell’Aniene.
Rifondazione Comunista Tivoli chiede risposte:
Basta annunci, vogliamo date certe di fine lavori.
Stop al depotenziamento delle strutture esistenti I fondi devono essere usati subito per salvare Subiaco e ripristinare i servizi a Palombara.
Chiediamo Trasparenza sui 379 milioni: Vogliamo sapere a chi andranno questi soldi e perché i costi continuano a lievitare mentre i servizi crollano.
La salute non è una merce né un terreno di scontro elettorale.
È un diritto che la politica locale e regionale, da Zingaretti a Rocca, ha calpestato per troppo tempo”.





























