Si chiamava Bruna Carrara, aveva appena 54 anni e la sua morte fu un caso nazionale.
La donna morì annegata nell’auto intrappolata nel sottopasso completamente sommerso dall’acqua piovana.



Bruna Carrara morì annegata nel sottopasso ferroviario l’11 dicembre 2008 all’età di 54 anni
COMUNE RESPONSABILE: RISARCITI 20 MILA EURO DI SPESE LEGALI ALLA MAMMA DELLA VITTIMA
Da allora sono trascorsi 18 anni, diversi processi penali e civili hanno stabilito la piena responsabilità del Comune di Monterotondo che ora si trova a dover pagare l’ennesima somma.
Lo stabilisce la delibera numero 10 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA – approvata dal Consiglio comunale lo scorso 31 marzo.



L’avvocato Marco Di Andrea è il legale della famiglia di Bruna Carrara
Con 10 voti favorevoli, uno contrario e 3 astenuti, l’Assise ha riconosciuto la legittimità del debito fuori bilancio relativo alla sentenza 6996/2025 emessa il 24 novembre 2025 dalla Corte d’Appello di Roma per l’importo complessivo di 20.776 euro e 40 centesimi oltre eventuali spese connesse all’esecuzione della sentenza fino all’effettivo soddisfo a favore dell’avvocato Marco Di Andrea, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e legale della famiglia di Bruna Carrara.
La sentenza di novembre 2025 ha confermato la condanna per il Comune di Monterotondo al risarcimento danni a favore della ultra ottantenne mamma di Bruna Carrara, come già stabilito il 27 luglio 2021 dal Tribunale civile di Tivoli.
Un risarcimento di importo top secret che l’anziana mamma della vittima ha ottenuto dopo aver intentato causa contro l’Ente nel 2017.



Il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone
Tuttavia dalla delibera numero 10 del Consiglio comunale emerge che lo scorso 20 gennaio 2026 la giunta guidata dal sindaco Riccardo Varone ha deciso di proporre ricorso dinanzi alla Suprema Corte di cassazione contro la sentenza 6996/2025.
NEL 2008 BRUNA CARRARA ANNEGO’ NEL SOTTOPASSO FERROVIARIO MENTRE ANDAVA A LAVORO



Il sottopasso ferroviario di via Monti Sant’Ilario, a Monterotondo Scalo
Erano circa le 4,50 del mattino dell’11 dicembre 2008, quando Bruna Carrara si stava recando a lavoro a bordo della sua Renault Clio nera.
Doveva raggiungere Roma, dove lavorava per conto di una ditta di pulizie in alcuni uffici della Capitale.
In quelle ore terribili e di forti piogge, la 54enne eretina rimase letteralmente intrappolata all’interno della sua automobile nel sottopasso di via Monti Sant’Ilario, allo Scalo, di proprietà delle Ferrovie dello Stato completamente allagato per effetto dell’esondazione del vicino fosso.
Una marea che aveva trascinato con sé tutto ciò che aveva trovato sul suo percorso.
La donna cercò disperatamente di uscire dal veicolo, ma non ebbe scampo.
Per recuperare il corpo e l’auto immersa fino al tettino da quel misto fatale di acqua e fango erano dovuti intervenire, ore dopo, i sommozzatori da Roma.
LE CAUSE VINTE DAL FIGLIO DELLA VITTIMA E L’ASSOLUZIONE DELL’EX SINDACO ANTONINO LUPI



Foto pubblicata dal settimanale Tiburno il 16 dicembre 2008
La sentenza 6996/2025 emessa il 24 novembre 2025 dalla Corte d’Appello civile di Roma è soltanto l’ultimo atto di una dolorosa vicenda giudiziaria.
Prima dell’anziana mamma di Bruna Carrara, fu il figlio della vittima, Fabrizio Bianchi, ad affrontare la battaglia giudiziaria contro il Comune di Monterotondo, anche lui assistito dall’avvocato Marco Di Andrea.



La giudice del Tribunale civile di Tivoli Francesca Coccoli
Il 30 marzo 2018 la giudice del Tribunale civile di Tivoli Francesca Coccoli condannò l’Ente ad un maxi indennizzo a favore del figlio, successivamente deceduto.
All’esito del processo civile di primo grado la giudice escluse infatti la responsabilità di alcuni Enti come il Comune di Roma, il Consorzio di Bonifica del Tevere, le Ferrovie dello Stato e altri citati dall’amministrazione comunale e sentenziò che la competenza della manutenzione del sottopasso di via Monti Sant’Ilario è esclusivamente a carico del Comune di Monterotondo.



L’ex sindaco di Monterotondo Antonino Lupi
Viceversa il processo penale non ha individuato colpevoli per la morte di Bruna Carrara.
A gennaio 2016 l’ex sindaco di Monterotondo Antonino Lupi fu condannato in primo grado a un anno di reclusione dal Tribunale di Tivoli per omicidio colposo, ma nel 2017 i giudici della Prima Sezione della Corte d’Appello di Roma ribaltarono la sentenza e assolsero l’ex primo cittadino con formula piena per “non aver commesso il fatto”.





























