Li avrebbe insultati e umiliati per anni, incurante della loro età e dell’invalidità del padre, costringendoli ad allontanarsi dall’abitazione pur di sottrarsi ai soprusi della figlia.
Per questo lunedì 23 marzo il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado una 55enne italiana alla pena di un anno e due mesi di reclusione per maltrattamenti ai danni degli anziani genitori.
Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha concesso alla donna le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena subordinata ad un percorso di recupero presso una struttura specializzata.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, la vicenda è avvenuta a Formello ed è emersa a luglio del 2023 quando i genitori della donna si ritrovarono sbattuti fuori dalla loro abitazione.
La madre 90enne e il padre 96enne invalido denunciarono la figlia per una serie di angherie subite negli anni, l’ultima quella di essere stati costretti ad abbandonare la casa in cui avevano sempre abitato e a trasferirsi in un Bed and Breakfast, sistemazione precaria e incompatibile con l’età e le loro condizioni di salute.
Secondo l’accusa, la 55enne avrebbe rivolto agli anziani genitori per anni insulti, umiliazioni, molestie verbali e materiali.
“Tu ancora mi servi”, avrebbe detto la figlia alla madre.
“Tu invece. Puoi pure morire… non mi servi”, sarebbero state le parole rivolte al padre.
“State perdendo tempo – li avrebbe derisi – chiamate il mio avvocato … o andate dai carabinieri che pure si sono stancati di voi”.
La coppia ha raccontato che la figlia alimentava continue liti per ragioni di proprietà, chiedendo la firma per farsi intestare lo stabile.
Oltre agli insulti, la 55enne avrebbe parcheggiato le auto in modo da ostacolarne l’accesso all’abitazione e avrebbe sostituito il lucchetto del cancello esterno.
Una escalation culminata a luglio del 2023 con l’interruzione dell’energia elettrica in casa dei genitori e il conseguente allontanamento dell’elettricista intervenuto sotto la minaccia di denunciarlo.
“Fino a quando non firmate le carte per intestarmi casa vi lascio senza corrente”, sarebbe stato il messaggio della donna ai genitori.
A quel punto, la coppia fu costretta a trasferirsi in un B&B e la figlia gli avrebbe impedito di rientrare anche soltanto per prelevare capi di abbigliamento e altri effetti personali.
Lunedì il Tribunale ha concesso la sospensione condizionale della pena subordinandola alla partecipazione a sue spese ed al superamento con esito favorevole di un percorso di recupero della durata di tre mesi con cadenza bisettimanale presso il “Centro Prima”, una struttura con sede a Roma per uomini maltrattanti uno spazio dedicato a chi vuole mettersi in discussione per cambiare, interrompendo il circolo vizioso verso la violenza.
Il percorso dovrà iniziare entro il termine di 60 giorni dalla data di irrevocabilità della sentenza.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.





























