Ad Arsoli, piccolo borgo incastonato tra i monti, la fine di maggio porta con sé un’attesa speciale, fatta di emozioni profonde e tradizioni che si rinnovano anno dopo anno.
Nei giorni che precedono i festeggiamenti in onore della Santissima Trinità, il paese si anima di un fervore unico: nelle strade, nelle case e nei racconti degli anziani si respira un senso di appartenenza che unisce generazioni.
Venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 maggio rappresentano il cuore di questa tradizione coltivata dalla “Fratellanza dea Santissima Trinità e di San’Anna”.
Circa ottanta arsolani si preparano a intraprendere un viaggio carico di significato, un pellegrinaggio verso il Santuario della Santissima Trinità.
Venerdì sera 29 maggio alle ore 21 è previsto il raduno presso la chiesa del Santissimo Salvatore e la partenza del pellegrinaggio dopo il saluto e la benedizione presso la Madonnina da parte del parroco don Martino.
Alle ore appuntamento presso Camerata Nuova e partenza verso Camposecco.
Sabato 30 maggio alle ore 7 l’arrivo della Compagnia al piazzale superiore del Santuario e discesa verso il Santuario.
Santa Messa, pranzo al sacco presso il Campo della Pietra e alle 16 la ripartenza verso Caposecco per cena e pernotto presso il rifugio.
Domenica 31 maggio si terrà la Festa della Santissima Trinità.
Alle ore 8 i pellegrini si ritrovano dalle “Signorine” e rientrano ad Arsoli dove alle ore 11,30 si celebra la messa in onore della Santissima Trinità nella chiesa del Santissimo Salvatore.
Dalle ore 15,30 alle ore 19,30 presso l’ex Granaio Massimo verranno consegnate le ciambelle della “Fratellanza” i soci della quale per l’occasione sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo direttivo.
“Non si tratta solo di un cammino fisico, ma di un percorso interiore, fatto di fede, sacrificio e condivisione – spiegano gli organizzatori – I preparativi iniziano giorni prima: c’è chi sistema lo zaino, chi organizza il gruppo, chi semplicemente si raccoglie in silenzio, lasciando crescere dentro di sé quell’emozione che solo certe occasioni sanno regalare.
La partenza è sempre un momento intenso.
Saluti, abbracci e qualche lacrima accompagnano i pellegrini che lasciano il paese, sostenuti dall’affetto di chi resta.
Durante il cammino, la fatica si intreccia con la bellezza del paesaggio e con il conforto della compagnia: passi condivisi, canti, preghiere e momenti di silenzio rendono il viaggio un’esperienza autentica e indimenticabile.
All’arrivo al Santuario, la stanchezza lascia spazio alla commozione.
È qui che il senso del pellegrinaggio si compie, tra devozione e raccoglimento, in un luogo che da sempre rappresenta un punto di riferimento spirituale per la comunità. I festeggiamenti proseguono tra celebrazioni religiose e momenti di incontro, rafforzando quel legame profondo che unisce Arsoli alla Santissima Trinità.
Al ritorno, i pellegrini portano con sé non solo il ricordo del viaggio, ma anche un rinnovato senso di comunità.
Ad Arsoli, questa tradizione non è soltanto un evento: è un patrimonio vivo, un’eredità condivisa che continua a emozionare e a dare significato al tempo che passa.
Evviva la Santissima Trinità”.




























