Aveva avuto una relazione extraconiugale di pochi mesi, poi è tornata dal marito e ha denunciato il suo amante per aver abusato di lei.
Ma il suo racconto è stato tutt’altro che credibile.
Per questo ieri, lunedì 11 maggio, il Tribunale di Tivoli ha assolto Marian R. S., 36enne romeno incensurato, dall’accusa di violenza sessuale ai danni della sua ex amante perché il fatto non sussiste.
Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha respinto la ricostruzione della Procura che aveva richiesto una condanna a 5 anni di carcere, ma ha condannato l’imputato alla pena di 800 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali per aver minacciato il marito della donna.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, la storia si è svolta a Magliano Romano, piccolo Centro al confine con Castelnuovo di Porto, Morlupo e Rignano Flaminio.
Nel 2018 il 36enne ebbe una relazione clandestina con una connazionale 45enne residente a Pomezia durata tre mesi che il marito di lei, romeno di 43 anni, avrebbe scoperto.
A quel punto, i due uomini si sarebbero inviati vicendevolmente messaggi pieni di insulti e minacce.
Così il il 10 gennaio 2019 la coppia presentò denuncia.
In particolare, la donna raccontò ai carabinieri che il 25 novembre 2018 Marian R. S. l’avrebbe costretta a subire atti sessuali nella sua abitazione di Magliano Romano.
Lui l’avrebbe prima percossa, quindi l’avrebbe morsa sulla spalla per impedirle di uscire e poi scaraventava sul letto strappandole i vestiti e costringendola ad un rapporto sessuale completo.
Il marito della donna denunciò invece di essere stato minacciato e molestato dal 36enne con messaggi su WhatsApp o su Messenger Inviati il 10 dicembre 2018 e dal 19 ottobre 2018 al primo febbraio 2019:
“Ti calpesto con i piedi se ti acchiappo… Ti ficco il coltello nella gola come un maiale… Ti seppellisco vivo con le tue bugie di merda… Arriverai due metri sottoterra… Addio alla vita tua… Ti gonfio di botte… Ti piscio addosso…”.
In aula la 43enne romena ha riferito che tra loro c’erano litigi e qualche schiaffo.
Tuttavia la presunta vittima non ha parlato di aver subito una violenza sessuale.
Il Collegio ha evidenziato che la donna è stata tutt’altro che credibile e il suo racconto in aula è risultato pieno di contraddizioni e divergenze soprattutto rispetto a quanto asserito nella denuncia querela, tanto è vero che lo stesso pubblico ministero le ha contestato le dichiarazioni rese durante l’udienza.
Le giudici hanno inoltre escluso gli atti persecutori del 36enne nei confronti del marito della sua amante, concedendogli delle attenuanti rispetto al reato di minaccia.
Il Tribunale ha infatti riconosciuto che i due uomini si sono inviati messaggi di minaccia reciproci, per questo l’imputato se la caverà con una multa e i benefici della pena sospesa e della non menzione nel casellario giudiziario.





























