di Francesca Romana Severini
Si è svolto venerdì 8 maggio, presso le Scuderie Estensi di Tivoli, il convegno “Una generazione che cambia strada”, ultimo modulo del progetto “Metti in moto la responsabilità: la sicurezza corre con te”.



L’incontro ha riunito esperti, rappresentanti istituzionali, forze dell’ordine e testimonianze dirette, con l’obiettivo di offrire agli studenti una visione completa e concreta dei rischi legati alla strada e dell’importanza della responsabilità personale.
L’appuntamento conclusivo ha rappresentato il momento culminante di un percorso avviato nei mesi precedenti attraverso attività di sensibilizzazione e ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Alessandro Volta” di Tivoli.
Il focus dell’incontro si è concentrato sul confronto con professionisti provenienti da ambiti diversi, chiamati a condividere esperienze, innovazioni e testimonianze sulle reali conseguenze degli incidenti stradali.



Tra gli ospiti principali, Jacopo Propersi dell’area tecnica di Aiscat e la dottoressa Emanuela Stocchi, direttrice generale ad interim di Aiscat e presidente di PIARC Mondiale – Associazione Mondiale della Strada, hanno parlato agli studenti del “rinascimento” delle tecnologie applicate alla mobilità.
Nel loro intervento hanno illustrato come i nuovi strumenti tecnologici possano contribuire concretamente alla prevenzione degli incidenti e al miglioramento della sicurezza stradale, sottolineando, tuttavia, che la tecnologia rappresenta soltanto un supporto: la responsabilità resta sempre personale.
Su questo tema è intervenuto anche il dottor Crocco, delegato italiano della stessa istituzione PIARC e funzionario ANAS, che ha illustrato alcune sperimentazioni già attive a livello internazionale, come i veicoli in grado di viaggiare autonomamente su strada. Immancabile, ancora una volta, la presenza della Polizia Stradale, che ha riportato al centro dell’incontro il peso umano degli incidenti.
Gli agenti hanno mostrato ai ragazzi video e immagini reali, soffermandosi soprattutto sull’aspetto emotivo del loro lavoro: il difficile compito di assistere le famiglie e il carico psicologico che certe situazioni lasciano anche a distanza di giorni.
Tra i momenti più intensi dell’incontro, l’intervento della ricercatrice Monica Meocci dell’Università di Firenze e la testimonianza di Gabriella Saracino, funzionaria ACI e madre di Gaia Von Freymann, che ha perso la vita insieme all’amica Camilla Romagnoli nell’incidente di Corso Francia, avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2019.
Davanti agli studenti, Gabriella Saracino ha raccontato il dolore che segue una tragedia stradale, evidenziando come la perdita non colpisca soltanto genitori e familiari, ma un’intera comunità fatta di amici, compagni di scuola e persone legate al territorio. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza della prudenza e della responsabilità, non solo alla guida, ma anche come pedoni.
Enza Tripaldi, organizzatrice e presidente dell’Associazione Famiglie di Angeli OdV, si è detta soddisfatta della riuscita del progetto e della partecipazione attiva degli studenti: «Se anche solo uno di questi ragazzi si fermerà un secondo in più a riflettere prima di compiere una scelta sbagliata alla guida, allora avremo fatto un grande lavoro.
Avremo magari salvato una vita, o forse due».
Un’iniziativa che, al suo primo anno, punta già a proseguire, coinvolgendo altre scuole e nuovi studenti.
«Dopo la perdita della mia unica figlia, Margherita, in un incidente stradale, l’unico modo che ho trovato per farla rivivere è attraverso la prevenzione.
Mi auguro di riuscire a ottenere le giuste risorse per proseguire il progetto e fare in modo che il dolore che provo non debba essere vissuto da nessun altro».




























