Monterotondo: Pulizie dell’ospedale lavoratori in sciopero Salta la trattativa contro i trasferimenti

Per domani 18 luglio 2014, indetto un nuovo sciopero dei lavoratori dell’appalto delle pulizie dell’ospedale “Santissimo Gonfalone”  di Monterotondo.

 

Il tavolo è saltato all’improvviso, quando sembrava che un’intesa di massima ci fosse e sindacati e azienda avessero intrapreso un percorso che portasse la situazione fuori dal guado.
Per questo i lavoratori dell’appalto delle pulizie dell’ospedale “Santissimo Gonfalone” di Monterotondo hanno indetto uno sciopero, lunedì 14 luglio, con un presidio davanti all’ingresso dell’ospedale al quale hanno partecipato Fausto Quattrini e Francesco Cascetti della Cgil Roma Est. Al sit-in si sono presentati anche il sindaco Mauro Alessandri e il consigliere comunale del Pd Simone Di Ventura.
Al centro del braccio di ferro con la cooperativa subentrata all’appalto in molte Asl di Roma e provincia c’è l’ipotesi di trasferimento di otto di loro – un uomo e sette donne, alcune delle quali monoreddito e con figli a carico – in altre strutture appaltate dalla cooperativa per un presunto esubero di ore.
Ovvero: sarebbero in troppe  per pulire l’intero nosocomio di Monterotondo.
Solo che, secondo la Cgil, il problema dell’esubero non si era mai posto negli ultimi 20 anni in cui i lavoratori sono stati impiegati all’interno dell’ospedale. L’ospedale si è ristretto? Le superfici sono diminuite? No, secondo i sindacati la questione si sarebbe posta successivamente, per un problema di “interpretazione” del capitolato di appalto e per la riclassificazione delle “priorità” dei vari ambienti dell’ospedale soggetto all’appalto delle pulizie (per esempio: le scale dell’ospedale sono meno importanti dei locali del pronto soccorso).
La cooperativa era subentrata il primo dicembre 2013 e per i primi tempi era andato tutto troppo bene. Dopo quattro mesi, era stato posto un problema di esubero di ben mille ore. Il 4 giugno erano arrivate letterine che annunciavano il trasferimento degli otto.
I sindacati avevano avviato la fase di “raffreddamento”, congelando i trasferimenti e aprendo un tavolo con la cooperativa per andare in fondo alla vicenda, per capire se – effettivamente – esisteva un problema di esuberi oppure no.
“Avevamo trovato un punto di mediazione frutto di una lunga trattativa, dandoci tre mesi per chiarire questi aspetti e per capire, in caso di esuberi, come riassorbirli. Poi, tre giorni fa, il cordone di questa trattativa è stato tagliato. Chiediamo all’azienda di riaprire quel tavolo”, spiegano Quattrini e Cascetti. Saltato il tavolo è scattato lo sciopero da parte dei lavoratori, seguendo i tempi tecnici previsti dalla legge e garantendo comunque i servizi minimi di assistenza previsti dalle norme. E, all’interno della struttura al centro di costanti polemiche per le ipotesi di riduzione dei reparti, c’è chi si chiede se non ci sia un legame tra i rischi di “taglio” dei reparti e la riduzione del personale delle pulizie. Che già pensano allo sciopero del 18 luglio.

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