San Gregorio da Sassola, il festival archeologico si è fermato a Ponte della Mola

''L'acquedotto va restaurato''

L’appello dell’archeologo Zaccaria Mari: ”E’ un monumento unico”

Il Festival del distretto archeologico rurale Tiburtino Prenestino domenica 18 luglio ha fatto tappa all’acquedotto romano detto della Mola, a San Gregorio da Sassola. A raccontare la storia dell’eccezionale monumento – che rappresenta un nucleo centrale dell’acquedotto Anio Vetus, il più antico dei quattro aniensi – l’archeologo Zaccaria Mari. ”Il ponte, risalente al 272 a.C. è costituito da 22 archi in doppio ordine per una lunghezza di 155,5 metri e un’altezza di 25 dal pelo dell’acqua del fosso della Mola”, ha spiegato Mari. ”Purtroppo nel 1965 è crollata la parte centrale”, ha aggiunto l’archeologo, ”E’ evidente che è necessario un ulteriore intervento di restauro, oltre quello eseguito qualche anno fa”. La serata è stata curata da ”Il Torrino dei Gelsi” di Livio Terilli. Ad organizzare l’associazione ”Ponte Lupo e il Gigante dell’Acqua” e il Fai, delegazione Roma. Durante l’incontro letture di Fiorella Potenza e di Urbano Barberini.

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