Istituto Olivieri: la parola ai sindacati della scuola

Le organizzazioni sindacali FLCCGIL, CISL SCUOLA, Uil Scuola Rua, si uniscono al coro preoccupato per le sorti della scuola tiburtina e chiedono un accordo di programma

I sindacati della scuola del territorio, FLCCGIL, CISL SCUOLA, Uil Scuola Rua, si uniscono al coro di preoccupazione che riguarda la chiusura dell’Istituto Olivieri di Tivoli e del suo futuro, rimarcando prima di tutto la sua “offerta formativa unica sul territorio che si contraddistingue per i vari settori di formazione: * Il settore dei meccanici, che porta avanti da decenni un progetto con la Toyota che è presente solo in altre 18 scuole sul territorio nazionale; *Il settore della moda e del made in Italy e Il nuovo settore dei servizi socio sanitari alternativamente presenti solo in scuole ubicate presso il Comune di Roma; * L’indirizzo di elettrotecnica e quello dei servizi commerciali turistici e aziendali, mirati ad un immediato raccordo con il mondo del lavoro”.

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I sindacati ricordano che “presso l’Istituto Olivieri lavorano circa 100 docenti, circa 20 ATA e sono iscritti alla scuola circa 700 alunni, tra cui 100 gli studenti portatori di handicap o con Bisogni Educativi Specifici”, sottolineando che “tutti loro debbano avere, oggi, una risposta concreta circa il futuro della scuola da parte di tutte le Istituzioni preposte”. Come? Attraverso un lavoro di sinergia tra Comune di Tivoli, Città metropolitana, USR e tutte le Istituzioni, ciascuna per le loro rispettive responsabilità, per “restituire l’Istituto Olivieri alla comunità di Tivoli. Per raggiungere questo obiettivo”, proseguono i sindacati, “riteniamo fondamentale, che si debba arrivare rapidamente alla stesura di un accordo di programma che veda sanciti gli impegni circa l’avanzamento dei lavori programmati secondo una tempistica verificabile. Nel frattempo bisognerà individuare una soluzione che consenta, agli studenti e ai lavoratori dell’Olivieri, di poter svolgere la propria attività in modo proficuo e dignitoso, a partire dalla valutazione del patrimonio immobiliare presente all’interno del Comune”.

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