Tivoli dà il tapiro a Mediaset

La tristezza di chi non fa più ridere perché ha smesso di mettere in burla i vip

L’ideologia milanese targata Mediaset finora poteva vantare l’invenzione di uno strumento di livellamento tra classi sociali. Lo strumento è il tapiro consegnato ai vip per qualcosa di sciocco che li aveva visti protagonisti. Il livellatore di classe era costituito dal riso. La gente comune rideva i ride della ‘very important person’. E per un quarto d’ora vip e persone comuni appaiono alla pari. Potrebbe essere assimilato questo strumento mediatico alla gogna utilizzata nella Roma papalina, anche se lì molto difficilmente ci andavano a finire i nobili. Bloccati alla berlina dei passanti che si potevano divertire a fare ogni sfottò ci finivano i bulli di rione o aspiranti tali. Finiva così per loro la carriera di bulli.
Il tapiro invece è più indolore, diabolico ma insieme educativo. Questo perché la persona importante è oggetto di burla, ma per solo quindici minuti. Poi un po’ se ne parla ma tutto torna ad essere come prima.
Il livellatore dà l’illusione solo per poco tempo.
Ma si tratta solo di illusione in tutto e per tutto.
Finalmente lo strumento Mediaset si è espresso in tutta la sua milanesità e in tutta la sua profonda ignoranza. Il tapiro è infatti consegnato a dei ragazzi che hanno il torto di parlare in dialetto tiburtino. Dovrebbero ringraziare per esser stati considerati very important person? Sarebbe una versione assai semplificatoria e accomodante. Emerge invece tutto il classismo nordista per stilemi lessicali non ancora registrati nei moduli comici proposti dal cinema e dalla tv. Quei ragazzi col tapiro sono derisi perché parlerebbero strano, sono a loro detta buffi, arcaici.
Sarebbe faticoso replicare che quella città esisteva dai tempi in cui a Milano c’era solo foresta e qualche primitivo con le corna in testa. Sarebbe lungagginoso anche mostrare ai milanesi che su quel dialetto è stata elaborata una poetica di sonetti popolari che contribuisce al vasto capitale letterario della nostra cultura nazionale.
Ma non faremo scadere questa replica in rivendicazione nazionale. Rideremo, anzi sorrideremo, anche noi da Tivoli. E ci divertiremo a comparire chi ha smesso anche di fare ironia sui ricchi, belli e famosi. Evidentemente a Milano hanno vinto su tutto. Non si può più ridere di loro. Da noi a Tivoli invece no. Di sorride su chi governa ed è in vista ed è questo, per noi, un grande esercizio di libertà. Ed è per questo che si ride anche del tapiro. Non attapiriamoci!

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