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L’Italia investe sempre più nella green economy e aumentano i lavori “verdi”

La sorpresa più grossa: il nostro paese al top europeo nel riciclo dei rifiuti

Certo, a guardare la “monnezza” buttata in ogni dove nel nostro territorio, non sembrerebbe vero, che in Italia ci sia un vero e proprio boom dell’economia circolare, visto che siamo al top in Europa per il riciclo di rifiuti. Siamo al 79,4%, il doppio rispetto alla media europea, con un risparmio annuale pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate equivalenti di CO₂ nelle emissioni. Insomma, meglio di Germania (che si ferma al 69%), Francia (66%) e Regno Unito (57%).

Insomma, conferma il dodicesimo rapporto Greenitaly di Fondazione Symbola e Unioncamere, il nostro paese è sempre più green, con aziende concentrate su questo versante e la richiesta in aumento di competenze per lavori verdi. Il rapporto conferma il rafforzamento delle tendenze emerse negli anni passati in una parte importante del sistema produttivo italiano in merito alla possibilità di fare della sostenibilità ambientale il volano di una nuova ed innovativa economia.

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Ma veniamo ai numeri. Intanto, tra il 2016 e il 2020 441 mila aziende, per affrontare le crisi che si sono succedute come l’ultima, hanno investito in tecnologie e prodotti green, di cui il 31,9% nell’industria e nei servizi e il 36,3% nella manifattura. Poi, al momento, in Italia ci sono 3,1 milioni di green jobs, il 13,7% degli occupati e si prevede che entro l’anno i contratti relativi ai green jobs saranno il 35,7% del totale. E il 37% dei consumi elettrici è stato soddisfatto da fonti rinnovabili con una produzione di circa 116 twh, anche se però la potenza installata è ancora distante dai target di neutralità climatica previsti per il 2030.

La sostenibilità è comunque oramai presente nelle strategie industriali di tutti i settori dell’economia italiana: nella filiera del legno arredo già oggi il 95% del legno viene riciclato per produrre pannelli per l’arredo, con un risparmio nel consumo di CO₂ pari a quasi 2 milioni di tonnellate/anno; nel settore tessile e moda, ci si sta focalizzando sull’eliminazione di sostanze tossiche e/o inquinanti dai tessuti. Su questo aspetto, l’Italia è il primo paese al mondo nell’utilizzo della certificazione detox promossa da Greenpeace e all’impiego di materiali di origine naturale o rigenerati da tessuti pre e post consumo.

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Nel nostro paese, la produzione di auto elettriche e ibride, che nel 2019 rappresentava solo lo 0,1%, nel 2020 è salita al 17,2%, mentre nel primo trimestre 2021 è arrivata al 39,5% (anche se poi la gente non le compra per i costi ancora troppo elevati, nonostante gli incentivi statali).

 

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