L’Italia in clima di guerra?

Le iniziative: più spese per la difesa, e per l'Esercito l'ordine di bloccare i congedi e più esercitazioni da combattimento

Più spese per la difesa e, da parte dello Stato Maggiore, l’ordine di mettere un freno ai congedi e puntare sulle esercitazioni orientate al warfighting, ossia al combattimento. L’Italia si prepara all’assetto guerra? Vediamo le ultime iniziative.

La Camera ha appena approvato un ordine del giorno che impegna il governo ad avviare l’incremento delle spese per la difesa fino al 2 per cento del Pil. Attualmente è all’1,54. L’ordine del giorno, proposto dalla Lega, è stato votato a grande maggioranza, Fratelli d’Italia inclusa, salvo il no di Alternativa, Europa Verde, Sinistra italiana. I voti favorevoli 391, contrari 19, gli astenuti 7. L’aumento, in linea con gli accordi presi con la Nato, da effettuare entro il 2024, segue anche l’indicazione del premier Mario Draghi, che lo scorso primo marzo in Parlamento aveva sostenuto la necessità di rafforzare la difesa.
Nicola Fratoianni di Sinistra italiana ha citato i dati dell’Osservatorio Milex: “Significherà passare da 68 milioni a 104 milioni di euro di spesa giornaliera, e da 25 a 38 miliardi ogni anno. Un scelta scriteriata“.

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Intanto l’ordine destinato all’Esercito italiano, emesso in sordina qualche giorno fa, è quello di mettere un freno ai congedi e puntare sulle esercitazioni orientate al warfighting, ossia al combattimento. Tiene conto, infatti, della situazione internazionale che si sta creando con la guerra Ucraina-Russia la comunicazione appena emanata dallo Stato Maggiore dell’Esercito.
Congedi e addestramento, la comunicazione dello Stato Maggiore dell’Esercito si adegua al clima della guerra.
L’indicazione cruciale: “Porre particolare attenzione nel valutare le domande di “congedo anticipato”, “in quanto in un momento caratterizzato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possano essere disponibili”.

A scriverlo il capo di Stato Maggiore dell’esercito, generale Bruno Pisciotta. Una nota inviata ai comandi di vertice su personale, addestramento, impiego e sistemi d’arma in vista delle evoluzioni sullo scacchiere internazionale, “a seguito dei noti eventi” e “con effetto immediato“.
Nella circolare si precisa che “il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente i reparti che esprimono unità in prontezza nei prossimi due anni e che tutte le unità in prontezza devono essere alimentate al 100% con personale ready to move, senze vincoli di impiego operativo, anche ricorrendo all’istituto del ‘comando’. Tale linea d’azione rappresenta una priorità”, riporta la comunicazione.
Secondo la circolare “tutte le attività addestrative anche quelle dei minori livelli ordinativi dovranno essere orientate al warfighting“. In merito viene disposto il rinvio di tutte le esercitazioni che non siano specificatamente indirizzate al mantenimento delle capacità operative rivolte alla prima e alla seconda missione. Altro particolare: ciascun reggimento di artiglieria deve essere addestrato ad operare sia nel ruolo di supporto diretto che in quello di supporto generale.

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