TIVOLI – Stalker perseguita due donne, scarcerato torna a farlo. L’appello del procuratore

E' successo a Campagnano, le vittime due ragazze: l'uomo di nuovo arrestato

Arrestato ieri in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Tivoli su richiesta di questa Procura un 40enne che a Campagnano perseguitava due ragazze.
L’uomo, che in passato era già stato arrestato e condannato per atti persecutori e maltrattamenti nei confronti delle due e di un’altra giovane, non appena scarcerato, ha reiterato i comportamenti vessatori e persecutori in particolare con messaggi intimidatori anche tramite social network, nonché presentandosi in più occasioni fuori dall’abitazione di una delle due.

Le ragazze hanno subito negli anni condotte violente che si ripetevano anche in occasione dei permessi d’uscita di cui lo stesso fruiva nel periodo di detenzione in carcere.
Il supporto delle famiglie e la professionalità dei carabinieri hanno incoraggiato le vittime a denunciare le violenze fisiche e psicologiche subite, consentendo alla Procura della Repubblica di Tivoli di chiedere ed ottenere un tempestivo provvedimento restrittivo.
L’indagato è finito così di nuovo in carcere in attesa di giudizio.

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Si dimostra ancora una volta l’alto tasso di recidiva degli uomini maltrattante perfino dopo l’espiazione della pena in carcere” riporta una nota della procura. “Occorrono – precisa il procuratore Francesco Menditto – strumenti di controllo per verificare se il carcere ha raggiunto l’obiettivo della risocializzazione ovvero se gli uomini maltrattante usciti dal carcere proseguono, come accade nell’85% dei casi, nell’aggredire la stessa vittima.

“La procura di Tivoli – specifica Menditto – da tempo richiede e ottiene misure di prevenzione a tutela delle donne in questi casi In modo tale che l’uomo all’atto della scarcerazione viene sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e al divieto di avvicinamento alle persone offese”. Nel caso in esame la procura di Tivoli non era informata della scarcerazione.

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