Di notte, mentre gli altri familiari dormivano, si infilava nel letto per abusare della sorella disabile. La torbida vicenda sarebbe andata avanti per anni in un appartamento a Zagarolo, fino a quando la vittima ha trovato la forza di abbattere il muro della vergogna e di confidarsi prima in casa, poi in struttura e infine in un’aula di giustizia.
Una giustizia che non ci sarà perché il fratello presunto orco è deceduto.
Per questo mercoledì 2 ottobre il Tribunale di Tivoli ha dichiarato estinti i reati di violenza sessuale e lesioni personali aggravate a carico di Vasile C., un operaio romeno di 64 anni deceduto sette mesi fa.
Secondo la ricostruzione della Procura di Tivoli, l’uomo avrebbe costretto la sorella, oggi 47enne, a subire rapporti sessuali completi almeno in tre occasioni.
La prima il 9 novembre 2018, le altre due nei giorni immediatamente precedenti e successivi al 9 novembre 2019.
Stando al racconto della vittima, in tutti e tre i casi il fratello si sarebbe sdraiato accanto alla sorella e approfittando dello stato di dormiveglia, costringendola a subire la violenza sessuale.
Nel primo episodio, l’avrebbe anche spogliata parzialmente torcendole un braccio e procurandole un ematoma di circa 10 centimetri e tappandole la bocca per impedirle di urlare.
La donna, affetta da un patologia psichica, fece le prime rivelazioni agli altri membri del nucleo familiare e, una volta trasferita in una struttura protetta, riuscì a liberarsi.
La 47enne si era costituita parte civile nel processo tramite l’avvocato Geraldine Pagano, dell’Ufficio Legale di “Differenza Donna”, l’associazione impegnata nella difesa dei diritti delle donne e nella lotta contro la violenza di genere.
Ascoltata dai magistrati in sede di incidente probatorio, le sue rivelazioni erano state ritenute attendibili anche dal Consulente tecnico d’ufficio nominato dal Tribunale di Tivoli che ne aveva accertato anche la patologia psichica lieve che la rendeva una persona fragile.
Rinviato a giudizio, mercoledì scorso il Collegio presieduto da Sergio Umbriano – a latere i giudici Matteo Petrolati e Francesca Fabbrini – ha preso atto del decesso di Vasile C. dichiarando estinti i reati contestati.































