RIANO – Narcotizza e violenta tre donne: condannato il sedicente sosia di Keanu Reeves

Ubaldo Manuali filmava gli incontri e inviava i video agli amici: 9 anni e 10 mesi di galera

Il copione era collaudato.

Abbordava le vittime sui social e dopo una serata romantica le portava a casa, dove le narcotizzava per abusarle, filmare gli incontri condividendo i video con gli amici.

Per questo oggi, mercoledì 10 dicembre, la Corte d’Appello di Roma ha condannato Ubaldo Manuali, 61enne di Riano, alla pena di 9 anni e dieci mesi di reclusione per violenza sessuale e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Il Collegio presieduto dalla giudice Agatella Giuffrida ha così confermato la sentenza di primo grado emessa il 14 ottobre 2024 dal Tribunale di Viterbo, riconoscendo Manuali colpevole di tre violenze commesse ai danni di tre diverse donne nel periodo compreso tra settembre 2022 e gennaio 2023 a Capranica, Mazzano Romano e Riano, il paese dove il netturbino risiede e dove attualmente è detenuto agli arresti domiciliari (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Ubaldo Manuali, noto anche per una sedicente somiglianza con l’attore Keanu Reeves e col cantante Fabrizio Moro, era stato arrestato a settembre del 2023 dalla Polizia di Stato di Viterbo e Roma su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Viterbo.

Il provvedimento, eseguito dai poliziotti della Squadra Mobile di Viterbo e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza “Flaminio Nuovo” della Questura di Roma, scaturiva da un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli ed iniziata dai poliziotti romani a seguito della denuncia di una delle vittime che si era presentata presso l’ospedale “San Pietro” di Roma.

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Ai poliziotti la donna aveva raccontato di aver conosciuto sui social il netturbino e, dopo una breve frequentazione, di averlo invitato a casa per una serata romantica.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, il giorno dopo la donna si sarebbe resa conto di essere stata drogata e violentata, così come poi accertato in seguito agli approfondimenti sanitari.

Dopo accurate indagini gli investigatori riuscirono a individuare Ubaldo Manuali e nel corso di una perquisizione delegata sequestrarono una confezione di farmaco sedativo ipnotico e lo smartphone.

Al suo interno, i poliziotti raccolsero elementi sufficienti a ricostruire almeno altre due violenze, avvenute con le stesse modalità.

Sul telefono cellulare del netturbino erano infatti presenti le immagini di tre diverse donne inermi mentre subivano violenze sessuali.

Alcune di queste immagini erano state inviate dal 61enne ai propri amici e commentate con tono ironico e sprezzante.

Presenti, inoltre, le conversazioni con le vittime durante le quali Manuali aveva fornito improbabili spiegazioni alle donne, che non ricordavano nulla dei rapporti sessuali.

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Essendo emersi a carico dell’interessato anche precedenti fatti delittuosi avvenuti nella provincia di Viterbo, la Procura di Tivoli inviò per competenza territoriale il fascicolo alla Procura di Viterbo la quale richiese immediatamente la misura cautelare e, contestualmente, delegò ulteriori atti di indagine alla Squadra mobile di Viterbo.

A settembre 2023 Ubaldo Manuali, fu rintracciato a Roma, nel quartiere “Casilino”, a casa di una nuova compagna e tradotto nel carcere di “Regina Coeli”.

Contestualmente gli uomini della Polizia Scientifica di Roma effettuarono un apposito prelievo e test del DNA che fu confrontato con i vari reperti sequestrati nel corso dell’indagine, rafforzando ulteriormente il quadro probatorio dal quale emerse la sua responsabilità.

Responsabilità confermate oggi con la sentenza di condanna di secondo grado.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni.

“Attendiamo le motivazioni della sentenza e annunciamo fin da ora ricorso per Cassazione – commenta l’avvocato Fabio Frattini di Tivoli, difensore dell’imputato insieme all’avvocato Pier Francesco Mazzini di Roma – Restiamo convinti che le indagini siano state portate avanti in maniera poco ortodossa e assolutamente errata e che le prove prodotte non abbiano alcuna consistenza relativamente ai presunti abusi sessuali”.

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