Ai carabinieri prima e ai magistrati poi ha giurato che la mamma l’aveva tormentata per anni, crescendola tra urla e aggressioni, arrivando perfino a picchiarla con un bastone se faceva male le pulizie domestiche.
Per questo ieri, lunedì 16 marzo, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a sei anni di reclusione per maltrattamenti ai danni della figlia minore M. M., una 55enne originaria della Moldavia e residente a Sant’Angelo Romano.



Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – hanno condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli, inasprendo la pena richiesta di 3 anni di carcere e condannando l’imputata alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale durante l’esecuzione della pena.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, la vicenda è emersa a settembre 2020, quando la vittima all’epoca 15enne si confidò con un coetaneo e fu trasferita presso una casa famiglia.
Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Sant’Angelo Romano e coordinate dalla Procura di Tivoli, hanno accertato che la mamma avrebbe maltrattato la figlia in un lungo periodo compreso tra il 2011, quando aveva appena 6 anni, e settembre del 2020.
La donna avrebbe utilizzato metodi violenti, costringendola a fare continuamente le pulizie domestiche.
In una occasione avrebbe colpito la figlia con il bastone del mocho sulle gambe e in testa perché secondo lei non aveva pulito correttamente.
La ragazza ha riferito di aver avuto una vita tormentata dalla madre a tal punto da arrivare a compiere atti di autolesionismo tagliandosi con una lametta.
La 55enne moldava, difesa di fiducia dall’avvocato Andrea Alessandrini di Tivoli, ha sempre negato le accuse dichiarandosi innocente.
Il legale annuncia ricorso in Appello.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.





























