Lo aveva accusato di essere un uomo violento e aggressivo e a documentarlo c’erano i referti medici. Ma durante il processo lei ha ritirato la querela contro il compagno.
Per questo ieri, lunedì 8 settembre, il Tribunale di Tivoli ha assolto D. Z., un 41enne italiano di Vicovaro accusato di maltrattamenti, lesioni aggravate, porto abusivo di arma bianca e danneggiamento.



Il Tribunale di Tivoli ha assolto un imputato per maltrattamenti in famiglia
Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere i giudici Camilla Amedoro ed Eugenio Gagliano – ha condiviso la richiesta del pubblico ministero per cui ha assolto l’imputato dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della convivente perché il fatto non sussiste e ha dichiarato estinto per intervenuta prescrizione il reato di porto abusivo di arma da taglio al di fuori della propria abitazione senza un giustificato motivo.
Il 41enne vicovarese, difeso dall’avvocato Corrado Testa di Tivoli, è stato infine scagionato dalle accuse di lesioni aggravate in quanto i reati contestati sono estinti per remissione della querela.
Secondo la ricostruzione della Procura di Tivoli, l’uomo maltrattava la compagna 31enne, anche a causa dell’abuso di alcol, mantenendo una condotta aggressiva e violenta.
Agli atti del processo, un referto medico di dieci giorni relativo ad una prima aggressione avvenuta a Vicovaro l’8 luglio 2019.
E un secondo referto, sempre di 10 giorni, relativo ad un’aggressione avvenuta dopo la separazione di fatto il 9 novembre 2019, durante la quale l’uomo le avrebbe distrutto il cellulare.
Secondo l’accusa, il 41enne vicovarese avrebbe afferrato la compagna per il collo in più occasioni, minacciandola e insultandola.
E a maggio 2019 lui le avrebbe rubato il telefono per poi farglielo ritrovare alcuni giorni dopo.
A ottobre 2019 il 41enne fu sorpreso in piazza San Pietro a Vicovaro con un coltello in tasca.
Per questi motivi il 7 gennaio 2020 il Tribunale di Tivoli dispose per l’uomo il divieto di avvicinamento alla ex compagna.
Durante il processo la donna ha rimesso la querela per lesioni.
“Affinché si configuri il reato di maltrattamenti – spiega l’avvocato Corrado Testa, difensore dell’imputato – non sono sufficienti le lesioni documentate dai referti medici. Nel caso specifico non c’era una posizione di abituale e prevaricante supremazia alla quale la vittima soggiaceva”.
Insomma, dal processo è emerso che si trattava di una coppia litigiosa.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 30 giorni.






























