CASTEL MADAMA – Poesia in dialetto, Cristina Borro Marabitti trionfa al Premio Città di Pomezia

Per la poetessa di Tivoli riconoscimento ufficiale su Wikipedia e consacrazione culturale internazionale

Cristina Borro Marabitti conquista il primo premio nella sezione “Poesia in vernacolo” alla XXXIV edizione del Premio letterario internazionale e pubblico Città di Pomezia.

Un momento della premiazione di Cristina Borro Marabitti 

Sabato 6 dicembre 2025 all’autrice originaria di Tivoli e residente a Castel Madama è stato conferito il riconoscimento dal Sindaco Veronica Felici e dal Presidente della Giuria Massimiliano Pecora per l’opera “Giovanna Cattanei Vannozza”.

La premiazione segna un momento storico per l’autrice: la sua biografia sarà ufficialmente inserita nella sezione dedicata alle voci poetiche dell’enciclopedia Wikipedia, consacrandola tra le figure della letteratura contemporanea.

A rendere ancora più straordinario questo successo è il contesto in cui avviene: pochi giorni prima, Cristina Borro Marabitti ha ricevuto il titolo di Ambasciatrice mondiale della cultura solferiniana, ulteriore conferma del suo ruolo di riferimento nel panorama culturale internazionale.

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“Vannozza” è un’opera che attraversa il tempo e lo spazio, portando la voce della celebre amante di Papa Alessandro VI direttamente nel cuore del lettore.

Sopra e sotto, la poetessa Cristina Borro Marabitti e l’attrice Emanuela Colasanti

A dare corpo e anima al personaggio è l’attrice Emanuela Colasanti, interprete ufficiale dell’opera, che con la sua presenza scenica e la sua voce intensa recita il testo trasformando ogni esecuzione in un’esperienza teatrale e viscerale.

La sinergia tra autrice e interprete ha contribuito a rendere “Vannozza” un’opera viva, capace di emozionare e far riflettere.

La giuria del premio, composta da figure di spicco come Fiorenza Castaldi, Mauro Di Giorgio, Cristina Marchesan, Manuela Mazzola, Piergiorgio Mori e Davide Persico, ha espresso unanime apprezzamento per l’opera.

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Particolarmente significativa la recensione del critico d’arte Franco Campegiani, che ha sottolineato la profondità storica e la delicatezza umana del testo, lodando la capacità dell’autrice di restituire dignità e complessità a una figura spesso fraintesa.

Con questo nuovo traguardo, “Vannozza” si conferma come simbolo di riscatto femminile e di memoria storica, un ponte tra il passato e il presente che continua a ricevere riconoscimenti e ad affascinare giurie e pubblico.

La presenza della biografia dell’autrice su Wikipedia non è solo un tributo, ma un atto di giustizia poetica.

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