Tivoli – Incidente Trelleborg, operaio sta bene ma rischia sanzioni disciplinari

Giuseppe Tranquilli sta bene. L’operaio di Palombara Sabina che nella notte tra il 9 e il 10 febbraio è rimasto ferito ad un arto mentre svolgeva il proprio lavoro nella stabilimento della Trelleborg, a Villa Adriana.
“Un miracolo”, dice lo stesso Tranquilli. Un lieto fine che, come spiega, è stato possibile grazie “ai pronti riflessi che mi hanno portato a spegnere la macchina non appena rimasto incastrato nel rullo”. Una versione che è ancora oggi in via di verifica da parte della Asl, e confermata anche dalla dirigenza dell’azienda che, aprendo i propri cancelli a Tiburno.tv, attraverso il presidente Paolo Pompei tiene a precisare: “Investiamo molto tra ambiente e sicurezza, e quest’ultima ne assorbe una grossa fetta, proprio per evitare che i nostri operai corrano dei rischi. Quanto accaduto, seppur in fase di indagine, è dovuto ad un errore umano”.
“Dati gli sforzi che facciamo per la sicurezza e formazione del personale, con una separazione tra le mansioni umane e quelle delle macchine – spiega il direttore Marco D’Angelo -, potremmo addirittura intraprendere un’azione disciplinare nei confronti di Tranquilli”.
Dalla dirigenza dell’azienda appaiono quindi sereni. Soprattutto per il fatto che il lavoratore in questione non si sia fatto male in maniera grave (rischiava di perdere l’arto, ma ne è uscito con una lieve frattura), ma anche perché, secondo loro, “le procedure di sicurezza sono impeccabili”: “Negli ultimi 5 anni abbiamo drasticamente ridotto le assenze per infortunio tra i nostri lavoratori – continua Pompei -, questo grazie all’impegno che ci mettiamo nella formazione degli addetti, e ad un loro coinvolgimento diretto nella stesura dei piani di sicurezza”.
Proprio per questo hanno deciso di mostrarci i reparti di lavorazione. Soffermandosi sulla macchina protagonista dell’incidente. L’ambiente è pulito e i piani di sicurezza appaiono chiari. Dove la lavorazione delle macchine è imponente, ci sono delle inferiate che le separa dal passaggio degli operai. I sensori posti sui rulli e gli imponenti macchinari, permettono il totale bloccaggio nel momento in cui l’operatore deve intervenire con le proprie mansioni. “Un’ulteriore prova di quanto raccontiamo – continua D’Angelo -, sta nel fatto che nel momento dell’incidente il rullo in questione era impostato su ‘manuale’, diversamente non sarebbe successo niente”. Più volte fanno riferimento “alla mentalità svedese che li contraddistingue”.
Peccato che la Trelleborg sia conosciuta nel territorio soprattutto per il suo impatto ambientale. Negli ultimi anni molti residenti hanno inviato numerosi esposti, con un fascicolo ancora aperto al Tribunale di Tivoli, a cui rispondono con gli ultimi dati Arpa che li mostra notevolmente al si sotto delle soglie imposte dalla legge. Ma questa è un’altra storia.

Veronica Altimari

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