alessandro panci

Quanto siamo lontani dalla digitalizzazione: 52 km di carta di progetti edilizi

Tanto sono “lunghi” i faldoni cartacei del Comune di Roma, che saranno trasferiti da Pomezia a Nepi, con ulteriori disguidi all’orizzonte. Come è la situazione a nord-est? Il commento del presidente dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia Alessandro Panci

La notizia è bizzarra, ma assolutamente reale: i documenti cartacei del comparto “Piani e Progetti” del Comune di Roma sono “lunghi” 52 chilometri lineari. Un enorme archivio depositato a Pomezia, che ora sarà trasferito a Nepi. L’effetto all’orizzonte? Paralisi burocratica.

Così commenta Alessandro Panci, presidente dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia: “Il Dipartimento che gestisce l’Archivio Progetti del Comune di Roma avvisa l’utenza di possedere una mole di documentazione cartacea riferita a Piani e Progetti, per una consistenza che supera ampiamente i circa 52 km lineari di materiale cartaceo e, a causa dell’attività di riposizionamento sugli appositi scaffali collocati all’interno dei nuovi capannoni siti nella nuova sede remota a Nepi, si scusa con i disagi arrecati. Una situazione al limite della sopportazione se consideriamo che le numerose richieste di accesso agli atti ormai rischiano di attendere oltre 7 mesi prima di poter visionare il fascicolo. In un momento storico ove l’informatizzazione ha velocizzato i tempi di ricerca dei dati e la digitalizzazione dei documenti permette la consultazione riducendo gli oneri per ottenerli, non riuscire a conseguire una richiesta di accesso agli atti nei trenta giorni previsti dalla legge comporta numerosi disagi ai cittadini e un forte rallentamento del lavoro dei professionisti”.

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Per noi lettori/consumatori sembra quasi una barzelletta e per voi professionisti questo casa comporterà?

“Con le imminenti scadenze dei bonus edilizi, per cui la ricerca documentale diviene spesso uno dei passaggi obbligati, si rischia di non avere le condizioni per accedere a questo incentivo con enormi perdite dei cittadini che non potranno rispettare le tempistiche imposte dalla normativa. Una situazione insostenibile che blocca l’intera filiera: uno scenario paradossale. Noi tecnici ci troviamo sempre più in difficoltà nel cercare di spiegare tale situazione ai nostri committenti che ci vedono in parte responsabili e pertanto motivo di lamentela. È augurante la recente notizia dell’assessore di Roma Capitale Maurizio Veloccia che ha dichiarato di voler raddoppiare il personale dedicato alla informatizzazione dei fascicoli e delle procedure”.

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Tale condizione riguarda anche le pratiche dei tiburtini e affini?

“Gli archivi dei grandi comuni posti nell’hinterland romano non versano di situazioni virtuose. Certamente non si arriva ad attendere quanto nella Capitale ma sempre più spesso si rischia di dover attendere dai due ai quattro mesi per poter visionare un fascicolo. Ancor più drammatica la situazione della digitalizzazione ove solo alcuni comuni hanno colto l’occasione delle richieste di accesso agli atti per iniziare a digitalizzare i propri archivi. Dare memoria digitale ai documenti cartacei permette di risparmiare spazio, migliorare le modalità di ricerca e permettere di reperire la documentazione in un lasso di tempo estremamente breve. Le trasformazioni della società attuale ci impongono risposte veloci altrimenti tutto il mercato dell’edilizia rischia di rimanere bloccato, spostando gli investimenti economici su altri settori”.

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