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Quattro miliardi per frenare il caro-bollette: basteranno?

In sette mesi è la quarta volta che il Governo interviene per limitare gli aumenti stratosferici

Sono 4 i miliardi che il Governo dovrebbe mettere in campo per frenare il caro-bollette. Ed è già la quarta volta in sette mesi che Draghi e i suoi ministri intervengono su questo versante: infatti sono stati investiti già oltre 9 miliardi spalmati su tre trimestri. Ci sarà probabilmente un provvedimento “tampone” per calmierare i prezzi energetici, quindi, nelle prossime settimane, si cercheranno altre soluzioni per alleggerire le bollette. Tra queste, si pensa a ricorrere alle risorse provenienti dalle aste Ets, il sistema dell’Unione Europea legato allo scambio di emissioni di anidride carbonica (di cui si fissa un tetto). Ma un’alternativa, proposta dal ministro della Transizione Ecologica Cingolani, è quella di tassare gli extra-profitti delle società energetiche, che ovviamente non sono d’accordo. O, ancora, di utilizzare l’extra-gettito delle accise. In prima linea anche le proposte del ministero dello Sviluppo Economico Giorgetti di limitare i rincari con una parte delle riserve strategiche di gas. Sono tutte ipotesi, che troveranno conferma quando termineranno gli incontri governativi.

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Intanto, anche Confindustria gira le sue proposte al Governo per contenere la disfatta delle aziende proprio in seguito agli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia, stimando che i costi energetici lieviteranno dagli  8 miliardi del 2019 ai 37 miliardi previsti nel 2022. Per l’associazione di imprenditori, si dovrebbe: intervenire sulle componenti fiscali e parafiscali della bolletta elettrica e del gas; aumentare la produzione nazionale di gas e riequilibrare gli approvvigionamenti esteri; riformare il mercato elettrico. Insomma, idee simili a quelle dei rappresentanti del Governo.

 

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