Giornata della Memoria, “Noi testimoni dell’abominio”

I superstiti Dario e Aida Foà incontrano gli studenti di Fonte Nuova, Mentana, Monterotondo e Palombara

Quando furono emanate le prime leggi razziali noi avevamo sette anni. Aida viveva a Siena, fu sfollata a Bologna e poi a Teglio. Qualche anno dopo riuscì a fuggire in Svizzera, con il papà e la mamma, attraversando le Alpi in pieno inverno, a piedi. Io invece sono di Napoli. Qui la gente si sollevò, le truppe alleate arrivarono prima che la parte più feroce e spietata della persecuzione nazista prendesse piede. Ma tutti e due abbiamo subito l’offesa e l’umiliazione di essere espulsi da scuola, allontanati dai nostri amici, strappati alla nostra quotidianità. Eravamo ebrei, esseri ‘inferiori’, roba da perseguitare”.
LE VITTIME RACCONTANO
Dal quel 1938 sono passati 84 anni. Troppo pochi per dimenticare. Dario e Aida Foà non sono più bambini, ma due 90enni che dedicano la loro vita a raccontare agli studenti quei giorni. Protagonisti del nuovo progetto che l’Atelier Koinè, con la coop sociale ‘La Lanterna di Diogene’ ente capofila, ha organizzato per celebrare la Giornata della Memoria. Un incontro con le scuole, con quei giovani “che dovranno continuare a lavorare per creare una società più giusta e più equa”.

LE SCUOLE COINVOLTE

Sono coinvolti nel progetto una decina di scuole della Città del Nord Est, tra Fonte Nuova, Mentana, Monterotondo e Palombara. E per precisione gli Istituti Comprensivi “Città Dei Bambini” e “Paribeni 10” di Mentana, “Sandro Pertini” di Fonte Nuova e “Pirandello” di Fonte Nuova, l’Ipsar “Alcide De Gasperi” di Palombara Sabina, gli Istituti Comprensivi Statali “Raffaello Giovagnoli”, “Loredana Campanari” e “Bruno Buozzi” di Monterotondo, e sempre a Monterotondo il Liceo Statale “Gaio Valerio Catullo” e il Liceo Scientifico “G.Peano”.

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La domanda che ci è stata rivolta e più ricordo di questi anni di incontri? Quando un bambino ci chiede perché non eravamo morti. Risposi che forse qualcuno di più grande di noi voleva che potessimo testimoniare l’abominio di quei giorni” raccontano Dario e Aida.

“Abbiamo chiesto loro di essere presenti perché la conoscenza e il ricordo sono gli strumenti più efficaci che abbiamo affinché non si perda la consapevolezza e non si torni indietro. I giovani sono il nostro futuro, a loro doniamo i ricordi del passato cosicché ne facciano tesoro” spiega Caterina Simei, presidente della coop ‘La Lanterna di Diogene’.

Per dei ragazzini di 7 anni era difficile capire cosa stesse accadendo. Dal giorno alla notte la nostra vita cambiò radicalmente. I nostri compagni ci allontanavano perché i loro papà dicevano di ‘non giocare con gli ebrei’. Non potevamo più andare a scuola, frequentare i ‘nostri’ luoghi. Ci sequestrarono la radio, il telefono. Pensavamo avessimo una malattia. Che fosse davvero colpa nostra. Era complicato non essere schiacciarti da quei ‘marchi’ infamanti. Sono passati tanti anni ma quella sensazione di impotenza, la tristezza sono ancora lì. Nessuno si ribellò anzi. A qualcuno faceva comodo prendersela con una minoranza. Molti avevano paura. Tanti non capivano. Purtroppo, anche se in maniera molto diversa, succede ancora oggi. C’è chi esulta per la morte di poveri innocenti nei mari. Un odio che non riusciremo mai a comprendere”.

Quei giorni hanno segnato la nostra infanzia, la nostra vita. Ne parliamo ogni giorno, con i nostri figli i nostri nipoti. I ragazzi? Sono meravigliosi. Ascoltano, chiedono, si interessano, sono curiosi. Dovremmo noi imparare da loro. Non fanno distinzioni tra alto, basso, nero, bianco, occhi a mandorla o diversità. Sono il nostro futuro. Portiamo la nostra testimonianza perché ne facciano tesoro e creino le basi affinché questi abomini non si ripetano mai più. Le leggi razziali, il razzismo, la caccia ai più deboli sono fenomeni che tendiamo a dimenticare. Perché anche qui fa molto comodo. Ma dobbiamo continuare a ricordare. Farlo è l’unico rimedio per non tornare indietro”.

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L’Atelier Koinè è un progetto multiregionale selezionato da impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

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