Due anni fa l’impianto di biogas nelle campagne tra Guidonia Centro e Montecelio.
Nel 2025 il traliccio nel Centro abitato di Marco Simone.
Ora l’antenna di telefonia sopra le ville di Colleverde Secondo.
Tre casi diversi, un unico comune denominatore: il silenzio-assenso, quell’istituto giuridico di semplificazione amministrativa per cui, nei procedimenti a istanza di parte, l’inerzia della Pubblica Amministrazione oltre i termini dei 90 giorni equivale all’accoglimento della domanda.
Insomma: un provvedimento autorizzatorio tacito.


E’ spuntata così la Stazione Radio Base in un terreno privato in via Montebello a Colleverde di Guidonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
E’ quanto emerge dall’inchiesta giornalistica del quotidiano on line Tiburno.Tv a seguito delle segnalazioni da parte di alcuni residenti nella zona che dal 20 marzo si sono ritrovati sulla testa un traliccio della “Inwit” (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.) alto 34 metri distante 190 metri dal parco giochi comunale, 202 metri dall’asilo nido comunale e 335 metri dalla sede dell’Istituto Comprensivo “Eduardo De Filippo”.
Attraverso il link:
https://regionelazio.box.com/s/6nsjr60pds2lmbi8018ary42wo6swo2q
Tiburno.Tv ha ricostruito l’iter amministrativo iniziato il 30 settembre 2025.
Quel giorno il professionista Emanuele Perrone, incaricato da Alessandro Da Dalt, procuratore della “INWIT S.p.A.”, presenta all’allora dirigente del Suap (Sportello Unico Attività Produttive) Fabio Lauro istanza di autorizzazione per l’installare l’impianto con potenza in singola antenna maggiore a 20 W che andrà ad ospitare il gestore Vodafone Italia Spa.
Il progetto prevede un palo metallico poligonale alto 30 metri e un pennone alto 4 metri, sorretto da una fondazione superficiale a plinto in un’area recintata di dimensioni in pianta pari a 6,5 metri x 6,5 metri.
Dalle carte emerge che il terreno oggetto di intervento ricade in area urbanizzata ma sottoposta a vincolo Aeronautico ex art. 27 bis D.Lgs 152/2006, per la vicinanza all’aeroporto militare ‘Alfredo Barbieri’ di Guidonia Montecelio.
Nel frattempo il dirigente Fabio Lauro ottiene il trasferimento presso un altro Ente pubblico e la guida del settore Attività Produttive viene affidata all’ingegnera Bernardina Colasanti, la quale – sulla base della nota istruttoria del Responsabile del Procedimento, che esprime parere positivo – il 13 novembre 2025 indice una Conferenza dei Servizi decisoria considerata necessaria per l’acquisizione dei pareri necessari ai fini del rilascio dell’autorizzazione richiesta.
L’invito a esprimere un parere al progetto entro il 5 gennaio 2026 è per Arpa Lazio, per il Comando Scuola Aeronautica Militare III^ Regione Aerea e per l’Ufficio comunale Urbanistica, fissando al 15 gennaio 2026 la data della eventuale riunione in modalità sincrona.
Sempre dalle carte di Tiburno.Tv, il 3 dicembre 2025 l’unico a rispondere risulta essere il dirigente all’Urbanistica Paolo Caracciolo.
“Questo ufficio – si legge nella nota indirizzata all’Ufficio Suap e alla “Inwit Spa” – ha rilevato che la documentazione presentata non è completa di tutti gli elementi: occorre integrare l’elaborato progettuale con lo stralcio del proposto intervento sulla base cartografica del piano antenne approvato con DCC n. 22/2006”.
Da quel momento in poi, non c’è più traccia della Conferenza dei Servizi convocata dalla dirigente Bernardina Colasanti.
Almeno non ce n’è al link https://regionelazio.box.com/s/6nsjr60pds2lmbi8018ary42wo6swo2q
L’unica certezza è che i 90 giorni trascorrono e il silenzio-assenso si perfeziona dando il via libera alla nuova antenna.


L’antenna di telefonia installata all’incrocio tra Via Eutropio e Via Caio Plinio Secondo a Guidonia
Vale la pena ricordare che nel 2025 il Comune di Guidonia Montecelio aveva già rilasciato un provvedimento autorizzatorio tacito per un’altra Stazione Radio Base per la telefonia mobile di “Inwit” (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.) in un terreno tra Via Eutropio e Via Caio Plinio Secondo, nel quartiere residenziale di Marco Simone.
In quel caso un gruppo di cittadini ha presentato ricorso al Tar del Lazio che lo scorso 17 aprile con la sentenza numero 6976 – CLICCA E LEGGI LA SENTENZA – ha annullato l’autorizzazione rilasciata col “silenzio-assenso” (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
I giudici hanno evidenziato il parere negativo espresso sempre dall’Ufficio Urbanistica rispetto alla localizzazione della stazione radio base nel terreno di Via Caio Plinio Secondo sulla base del cosiddetto “regolamento antenne” approvato nel 2006, in cui erano stati individuati i siti preferenziali ove posizionare gli impianti.
Ma nonostante il parere negativo il Suap era rimasto inerte e il silenzio assenso si era perfezionato.
Secondo i giudici amministrativi, è evidente che in presenza di un argomentato parere negativo basato sulla localizzazione dell’impianto, “l’amministrazione comunale avrebbe dovuto dar conto – non necessariamente nell’atto conclusivo, suscettibile anche di formazione per silentium, ma quantomeno in atti endo-procedimentali propri della fase istruttoria – delle ragioni per cui ha inteso superare i rilievi critici evidenziati dall’altro organo coinvolto nella conferenza di servizi (nel caso di specie peraltro facente parte della stessa amministrazione)”.
“Non può ammettersi – conclude la sentenza del Tar – nell’ottica del rispetto del generale principio di ragionevolezza che informa l’ordinamento del diritto pubblico, che l’unica esternazione linguistica dell’ente procedente sul merito dell’autorizzazione risieda in un parere negativo reso da un suo organo e, tuttavia, il procedimento si concluda con esito positivo senza necessità di altra attività istruttoria o di specifiche spiegazioni”.
Non prendere posizione diventa un metodo per stravolgere il territorio in barba alle pianificazioni deliberate dal Consiglio comunale.
I casi dei due tralicci di telefonia hanno infatti un più illustre precedente nell’impianto di produzione di Biometano in un’area a destinazione agricola di 6,2 ettari in via Colle Spinello, nelle campagne tra Guidonia Centro e Montecelio (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
A sollevare il caso il 6 novembre 2024 fu il quotidiano on line Tiburno.Tv.
Dalle carte emerse che il 3 giugno 2024 la “Montecelio Renewables S.r.l.” presentò allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Guidonia l’Istanza di Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) per la realizzazione di un impianto di produzione di Biometano.
Fatto sta che all’istanza nessun impiegato comunale rispose, per cui la “Montecelio Renewables S.r.l.” ottenne il via libera della Regione Lazio attraverso la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) con tanto di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale numero 88 Ordinario del 31 ottobre 2024 ai sensi dell’articolo 6, comma 7 bis del decreto legislativo 28/2011 (CLICCA E LEGGI L’AVVISO SUL BUR).
A quel punto si mobilitarono i residenti e il 16 dicembre 2025, dopo una battaglia legale, l’imprenditore Alessio Di Credico, amministratore della “Montecelio Renewables S.r.l.”, ha annunciato che l’impianto di biogas non si farà in via Colle Spinello (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).





























