GUIDONIA – Bimbo rom strappato alla famiglia dalla “Pista d’Oro”, Bertucci chiede chiarezza

L'attacco del candidato di Fratelli d'Italia: "Inaccettabile giocare a fare gli sceriffi sulla pelle di un minore". Secondo i Servizi sociali l'ex kartodromo è pericolante

L’amministrazione deve fare subito chiarezza: inaccettabile giocare a fare gli sceriffi sulla pelle di un bambino, inaccettabile non dare ad una mamma notizie su suo figlio”.

E’ netta la posizione di Adalberto Bertucci, candidato al consiglio comunale per le prossime amministrative con Fratelli d’Italia, in merito alla vicenda del bambino di etnia rom allontanato dalla famiglia, con cui viveva insieme all’interno della Pista d’Oro, raccontata ieri in esclusiva dal quotidiano on line Tiburno.Tv.

Trovo assurdo che non sia trovata una soluzione per mettere l’intera famiglia in una struttura, per permettere il prosieguo della vita del minore senza ulteriori traumi”.

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La posizione di Bertucci è al fianco di quella espressa dall’avvocato della famiglia, Narcisa Roxana Stoinoiu, che ha richiesto al sindaco Michel Barbet e al dirigente ai Servizi Sociali Carola Pasquali di inserire immediatamente il bambino, “Marco”, all’interno “di una casa famiglia del territorio e di autorizzare incontri protetti con la mamma e la nonna, per non aggravare il trauma dell’abbandono e restituirgli un po’ di serenità emotiva”, si legge su Tiburno.Tv.

Impensabile che nel 2022 – chiude Bertucci – una amministrazione comunale usi il pugno di ferro per sanare situazioni di indigenza, un atto che dimostra, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, la lontananza di questa amministrazione dalle istanze del territorio, e dalle esigenze dei ceti più deboli e in difficoltà”.

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La conclusione è inevitabile. “Nel rispetto delle esigenze di un bambino e della sua famiglia, chiediamo che venga data a stretto giro notizia alla mamma e alla nonna delle condizioni di Marco, e che vengano messe in atto al più presto tutte le iniziative necessarie per riunire questa famiglia”.

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