MONTEROTONDO – “Nonno, paga o arrestano mamma”, presi i truffatori di anziani

Due napoletani col raggiro del “finto parente” rubano 5 mila euro ad un 90enne. Il direttore della Posta chiama i carabinieri: i balordi sono in carcere

Si chiama “raggiro del finto parente” ed è uno schema collaudato e infallibile. I balordi telefonano ad un anziano, si spacciano per un familiare e, facendo leva sui sentimenti, prospettano un pericolo per un altro congiunto la cui unica possibilità di salvezza dipende esclusivamente dalla vittima. Anche stavolta il copione era stato recitato alla perfezione e i malviventi si sarebbero dileguati col bottino, se il direttore dell’Ufficio Postale non avesse intuito tutto e allertato il 112.

Così sabato 10 settembre due pregiudicati napoletani di 35 e 38 anni sono stati arrestati per truffa e resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri della Compagnia di Monterotondo. Ieri mattina, lunedì 12 settembre, l’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Tivoli che ha applicato la custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura.

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, il piano truffaldino dei due malviventi in trasferta è scattato verso mezzogiorno con una telefonata all’utenza fissa dell’appartamento di via Fratelli Bandiera, nel Centro di Monterotondo, dove un 90enne italiano abita da solo.

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A contattare il pensionato era la voce di un uomo giovane spacciatosi per il nipote, figlio della figlia.

“Nonno, mamma sta per essere arrestata se non versa immediatamente 5 mila euro”.

Una doccia fredda per il 90enne, preoccupato soprattutto perché in casa aveva a disposizione soltanto 650 euro in contanti.

“Nonno, ne servono 5 mila: vai a ritirarli alla Posta”.

L’anziano non se lo è fatto ripetere due volte e ha subito raggiunto l’Ufficio Postale di via Goffredo Mameli, a pochi isolati di distanza dall’abitazione della vittima. L’esosa richiesta di denaro ha però insospettito il Direttore, già allertato dagli investigatori dell’Arma delle numerose truffe perpetrate negli ultimi mesi a Monterotondo ai danni degli anziani.

I militari in borghese hanno così raggiunto la Posta e “agganciato” il 90enne in fila, facendosi raccontare l’accaduto e chiedendogli un recapito della figlia. A quel punto, gli investigatori hanno contattato la donna spiegandole che l’anziano padre era finito nelle grinfie di una banda di truffatori invitandola a raggiungerlo a casa e a seguire le loro istruzioni.

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Nel frattempo i militari, perlustrando a piedi e in borghese il tragitto tra la Posta e l’abitazione della vittima, hanno individuato i due malviventi nei pressi di un bar di piazza Indipendenza.

Dopo circa un’ora il truffatore più giovane si è presentato presso l’appartamento del 90enne per ritirare i soldi come concordato, ma all’interno c’erano anche i carabinieri. Quando si è visto consegnare soltanto 650 euro dalla vittima, l’uomo ha intuito che il piano era andato a monte e ha tentato la fuga ma è stato immediatamente inseguito lungo le scale dagli investigatori e bloccato sul portone.

Stessa sorte per il complice che lo attendeva poco distante al volante di una Fiat 500 X che è stata sequestrata.

I 650 euro sono stati restituiti al legittimo proprietario.

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