Afghanistan, altro passo indietro: niente università per le donne

Vietate da ieri anche quelle private. Potranno istruirsi solo gli uomini

Niente università per le donne in Afghanistan. Se all’inizio dell’anno era stato consentito alle ragazze di frequentare le aule delle università private, sebbene divise dai compagni maschi, da ieri il governo ha interrotto “fino a nuovi ordini” l’accesso delle donne a tutte le università, private e pubbliche, del Paese.

Lo si apprende da una nota del ministero dell’Istruzione superiore di Kabul visionata dall’emittente locale Amu e confermata all’emittente locale Tolo News dal portavoce del dicastero, Hafez Ziaullah Hashemi.

La vita per le donne – come scrive Avvenire.it – è ogni giorno più difficile da quando nell’agosto 2021 i talebani hanno conquistato il potere. L’istruzione femminile era già stata vietata dopo la nostra corrispondente scuola media.

Tornando al potere, i talebani promisero di essere più flessibili, ma di fatto sono tornati in gran parte all’interpretazione ultra rigorosa dell’islam che aveva segnato il loro primo periodo al potere, fra il 1996 e il 2001. Le donne che sono state progressivamente escluse dalla vita pubblica e dall’istruzione.

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Con un inaspettato voltafaccia, il 23 marzo scorso i talebani hanno chiuso le scuole secondarie poche ore dopo la loro tanto annunciata riapertura.

Il ministro dell’Istruzione superiore, Neda Mohammad Nadim, ex governatore e comandante militare, nonché esponente della linea dura religiosa, è stato nominato responsabile dell’Università lo scorso ottobre e sin da subito aveva espresso la sua ferma opposizione all’istruzione femminile, definendola non islamica e contraria ai valori afghani. Per questo, la decisione comunicata oggi purtroppo non rappresenta una sorpresa.

Sin dal loro arrivo al potere, i talebani, dopo aver di fatto impedito alle donne di lavorare, nel marzo scorso avevano disposto la chiusura delle scuole femminili, in attesa di nuove direttive in accordo con la legge islamica. Direttive mai emesse, senza contare che senza aver frequentato le scuole superiori è di fatto impossibile accedere all’università. Il 7 maggio scorso è poi peraltro arrivato il decreto del leader supremo dei talebani, Haibatullah Akhunzada, che ha imposto il velo integrale, che deve lasciare scoperti solo gli occhi (quando non si tratta del burqa, che copre pure quelli) quando una donna è fuori della sua casa.

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Resta da vedere se ora le afghane accetteranno senza protestare l’ufficializzazione di quanto di fatto era già stato deciso. Ancora nel maggio scorso si era avuta notizia di una manifestazione a Kabul di alcune decine di donne che, prima di essere brutalmente messe a tacere e disperse da uomini della sicurezza in abiti civili, avevano scandito in strada slogan per rivendicare “pane, lavoro e libertà“, e del “diritto ad andare a scuola“.

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