TIVOLI – Ordine dei Commercialisti, Fabrizio Mancini eletto Presidente: finisce la stagione dei veleni

L'Ordine esce dal commissariamento dopo la sfiducia all'ex Presidente Giuseppe Sorbera

Mentre i contribuenti si preparano ad affrontare le annuali insidie del fisco i dottori commercialisti di Tivoli rinnovano alle radici il loro ordine professionale.

Al vertice dell’Ordine arriva Fabrizio Mancini, dottore commercialista tiburtino con una lunga esperienza professionale alle spalle.

Con l’elezione di Mancini e del nuovo Consiglio i commercialisti tiburtini superano cosi la lunga stagione di veleni che ha portano alla disgregazione del Consiglio guidato da Giuseppe Sorbera ed al commissariamento dell’Ordine da parte del Consiglio Nazionale e quindi al rinnovo anticipato dell’organo direttivo.

La tornata elettorale caratterizzata da una forte affluenza al voto ha visto più dell’80% degli oltre 400 professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli esprimere la loro preferenza.

Due le liste in campo: “Fare Ordine”, guidata da Fabrizio Mancini e “Passione per la professione”, capeggiata da Sonia Quaranta.

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A prevalere con 196 consensi, pari al 56% dei voti, è stata la formazione di Mancini, mentre la squadra di Sonia Quaranta, che contava tra le sue fila alcuni dei consiglieri dimissionari, si è fermata a 154 voti.

Ad affiancare Fabrizio Mancini alla guida dell’Ordine per i prossimi anni saranno il vice presidente Fernardo Fabrizi ed i consiglieri Gemma Stampatore, Massimo Pacella, Isidoro Capobianchi, Valentina Torresi, Enrico Crisci, Andreina Caldara e Sonia Quaranta, in quota di minoranza.

Giovedì 25 maggio la prima riunione del nuovo Consiglio che si è aperta con una comunicazione del neo presidente agli oltre quattrocento professionisti iscritti all’Ordine tiburtino, attivi nel vasto quadrante ad est della capitale, comprendente Tivoli, Guidonia Montecelio, Subiaco, Monterotondo, Palestrina.

Dal nuovo presidente arriva un invito a superare le contrapposizioni e lavorare insieme nell’interesse generale, nel tentativo di ridare ai professionisti tiburtini il ruolo che gli compete nel delicato rapporto tra fisco e contribuente e più in generale con le istituzioni.

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“Quella che oggi raccogliamo – scrive il neo presidente – è una situazione di generalizzato sospetto, di sfilacciamento, di disaffezione, di negazione della contraria opinione e di chi la porta, elementi che certamente mal si attagliano ad un Ordine professionale qualsivoglia il quale dovrebbe, al contrario, fondarsi sul reciproco affidamento, sulla coesione, sull’attaccamento, sul riconoscimento dell’altro, delle sue opinioni, seppure diverse, e dei suoi diritti fondamentali.

A noi tutti, e non solo al Consiglio, è affidata, dunque, una delicata fase costituente nella quale saremo chiamati a rifondare e a ricostruire il nostro ordine, quale organismo esponenziale del nostro essere classe professionale”.

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