Reddito di cittadinanza: addio al sussidio per 600mila persone

Come previsto dalla legge di bilancio, via la misura assistenzialista voluta dal M5S

È cominciata la prima fase di revoca del Reddito di cittadinanza. Quella che coinvolge la gran parte dei cosiddetti “occupabili”, le oltre 600mila persone ritenute dal governo in grado di trovare un lavoro e che quindi non riceveranno più il sussidio. Il risparmio per le casse dello Stato, secondo la Banca d’Italia, sarà di quasi 2 miliardi l’anno.

Per questo primo passo dell’iter è sceso in campo l’Inps, che ha inviato a 169mila famiglie un sms in cui viene comunicata la sospensione dell’assegno ad agosto, prima dell’attivazione dei servizi sociali e dell’avvio del nuovo assegno da 350 euro che partirà in autunno. Proprio per informare sulle nuove iniziative, poi, è partita una campagna di comunicazione in collaborazione con il Ministero del Lavoro, con i primi spot in tv e sulle radio.

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Per molti questa sospensione era una notizia attesa, visto che la decisione è stata presa dall’esecutivo con l’ultima legge di Bilancio lo scorso dicembre. La manovra prevedeva lo stop all’assegno dopo 7 mesi per chi ha tra i 18 e i 59 anni e viene considerato abile al lavoro. Sono esclusi i nuclei familiari con disabili, minorenni o persone over 60, che riceveranno il Reddito fino a dicembre, prima dell’arrivo del nuovo Assegno di inclusione il prossimo gennaio. Queste regole sono state applicate dall’Inps per sospendere le erogazioni.

Il caso di Napoli

Ben 37mila dei 169mila messaggi hanno riguardato riguardano la Campania. Più della metà, 21.500, sono stati indirizzati tra Partenope e dintorni. Il taglio al Reddito, nella Regione con il più alto numero di percettori, ha mandato in tilt gli uffici, che sono stati presi d’assalto da migliaia di cittadini in cerca di chiarimenti sulle nuove modalità di accesso al sostegno. Non sono mancati momenti di tensione, comprese aggressioni verbali ai danni di operatori Inps e assistenti sociali, tanto che è stato necessario allestire dei presidi di polizia locale. A Fuorigrotta a Scampia per sedare gli animi è addirittura servito l’intervento della polizia.

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