PALOMBARA SABINA – Il “Giorno del Ricordo” nel 20esimo anniversario della sua istituzione

L'omaggio ai martiri delle Foibe da parte delle autorità civili e militari, le riflessioni degli studenti delle terze medie

Una fredda e ventosa mattinata ha fatto da cornice alla cerimonia del “Giorno del Ricordo” celebrato ieri a Palombara Sabina, quasi ad evocare l’angoscia e le sofferenze dei tanti martiri delle Foibe, militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, massacrati durante la seconda guerra mondiale da parte dei partigiani jugoslavi.

A dare maggiore risalto ed importanza alla cerimonia, significativa quest’anno, la presenza dell’assessore al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini.

Con il sindaco Onorevole Alessandro Palombi hanno presenziato alla cerimonia, il vice sindaco Guido Trugli, il presidente del Consiglio comunale Manolo Cipolla e gli assessori Ilenia Franconi, Fabio Ippoliti e Eddy Sarnacchiaro. Il comandante della Caserma dei carabinieri, Rosario Veneruso e della Polizia locale, Stefano Mormone. Il Commissario del Parco dei Monti Lucretili, Marco Piergotti, così come erano ben rappresentate le sezioni locali della Protezione Civile e della Croce Rossa.

Brevi ma forti i discorsi pronunciati dall’assessore Righini e dal sindaco Palombi che hanno tenuto a ricordare come questa immane tragedia, che colpì i tanti nostri connazionali dell’Istria da parte delle truppe Iugoslave di Tito, per troppi anni, era rimasta nell’oblio.

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Ma la storia, anche se a distanza di tanti anni, alla fine è emersa. Sono tragedie che non devono più ripetersi e queste celebrazioni devono essere di ammonimento ai giovani perché non accadano più.

Erano presenti alla cerimonia, due classi della Scuola Media: la terza E della professoressa Chiara Amici e la terza A della professoressa Monica Volpe.

Gli alunni hanno letto alcune considerazioni frutto di loro ricerche storiche su questi eventi. In particolare i ragazzi della terza A hanno proposto una bella riflessione sull’etimologia della parola RICORDO. Dal latino RE-CORDIS, ritornare al cuore.

I martiri delle foibe, questa la sintesi della riflessione, devono rimanere non solo nella memoria storica, ma nel cuore di tutti noi e delle nuove generazioni. La foiba ha seppellito, purtroppo, anche le coscienze di coloro che hanno taciuto per molto tempo. Il giorno del ricordo riporti al cuore la partecipazione umana, civile, etica di ciascuno.

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A conclusione della cerimonia, la benedizione e la recita delle preghiere per i martiri civili e militari di tutte le guerre da parte di don Luis Felipe Garcia Rojo, viceparroco di Palombara Sabina.

Il Giorno del Ricordo istituito dal Parlamento italiano nel 2004, è dedicato alla tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

Siano di ammonimento, tiene a ricordare Angelo Gomelino dell’associazione La Palombella, le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «… i tentativi di dimenticare, negare o minimizzare questi eventi sono un affronto alle vittime e alle loro famiglie, e un danno inestimabile per la coscienza collettiva di un popolo e di una nazione … le foibe e l’esodo hanno rappresentato un trauma doloroso per la nascente Repubblica, che si trovava ad affrontare la gravosa eredità di un Paese uscito sconfitto dalla guerra… e che queste vicende costituiscono una tragedia che non può essere dimenticata».

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