TIVOLI – Il servizio Alzheimer passa ai Distretti sociali: il “no” della Cgil

La Cgil chiede un confronto in tempi brevi con la Regione Lazio

“No allo smantellamento del servizio Alzheimer da Asl Rm5 e Regione Lazio”.

Così in una nota la Cgil Rieti Roma Eva e la FP Cgil Rieti Roma Eva a margine del sit-in organizzato stamane, martedì 18 febbraio, dall’Organizzazione Sindacale davanti alla Direzione Generale della Asl Roma 5 di via Acquaregna a Tivoli (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Un momento del sit-in degli assistenti Alzheimer davanti alla Asl Roma 5 di Tivoli

All’assemblea hanno partecipato molte lavoratrici e lavoratori, dipendenti della Cooperativa Sociale Osa che per conto della Asl Rm5, dal 2020 ha in affidamento il servizio domiciliare rivolto alle persone colpite dalla patologia dell’Alzheimer.

“La Asl Rm5 e la Regione Lazio senza nessun confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali stanno procedendo allo smantellamento del servizio, senza tener conto né delle lavoratrici e lavoratori, né delle persone affette da tale fragilità – scrive la Cgil in un comunicato stampa alla redazione del quotidiano on line Tiburno.Tv – Siamo seriamente preoccupati per la decisione assunta dalla Asl, comunicata all’incontro di stamane durante il sit-in delle lavoratrici e lavoratori, e cioè quella di spostare la competenza del servizio dalla Asl ai Distretti sociali.

Tale disposizione apre a diversi interrogativi, il primo: la continuità del servizio e quindi la risposta ad una patologia in continuo aumento, riferita in un quadrante territoriale nel quale insiste una età piuttosto avanzata e che in prospettiva potrà solo crescere”.

“E’ bene ricordare – prosegue il comunicato della Cgil – che la Asl Rm5, diversamente dalle altre Asl, non ha centri diurni Alzheimer che possono rispondere a tali necessità e che se il percorso individuato fosse questo, ricadrebbero sulle spalle dei comuni che come noto, non hanno le risorse sufficienti. Il secondo: la continuità occupazionale e di reddito delle lavoratrici e lavoratori che complessivamente superano le cento unità.

Riteniamo quindi inaccettabile quanto riferito dalla Asl Rm5.

Pertanto la nostra mobilitazione a difesa dell’occupazione e del diritto alla cura continuerà con il coinvolgimento necessario della Regione Lazio, alla quale chiederemo un confronto in tempi brevi, utile a fare chiarezza di come l’amministrazione regionale intende rispondere alle lavoratrici e lavoratori ed alle persone fragili che in questo servizio hanno trovato cura, attenzione, sollievo.

L’aumento medio della vita non deve essere considerato un problema e la patologia dell’Alzheimer o delle fragilità in generale, non può essere una colpa”.

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