TIVOLI – “Io, palpeggiata dal finto massaggiatore”, ma le giudici non le credono: assolto

Il Tribunale scagiona il 45enne italiano perché il fatto non sussiste

Si sarebbe spacciato per un massaggiatore professionista, in realtà conosceva a malapena qualche tecnica di Shiatsu. 

Così convinse una conoscente a farsi mettere le mani addosso per risolvere alcuni dolori reumatici, ma lei lo ha denunciato, giurando di essere stata palpeggiata nelle parti intime.

Tuttavia, secondo il Tribunale di Tivoli, prove schiaccianti non ce ne erano.

Per questo lunedì 23 febbraio il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha assolto in primo grado perché il fatto non sussiste A. B., un 45enne italiano già noto alle forze dell’ordine e imputato di violenza sessuale ai danni di una 54enne italiana.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, il fatto era accaduto il 25 febbraio 2018 a Zagarolo ed era documentato da un video registrato da una microcamera nascosta dall’uomo per filmare l’incontro con la donna costituitasi parte civile attraverso l’Avvocato Luca Carchia del Foro di Napoli.

Pare che il 45enne e la donna si conoscessero almeno di vista, essendo entrambi originari dello stesso borgo, e in particolare l’uomo frequentava un bar nei pressi della casa della 54enne.

La presunta vittima ha raccontato ai carabinieri di Zagarolo prima e ai magistrati poi che nel corso di un incontro in strada lei si sarebbe lamentata per un mal di schiena che la affliggeva da tempo.

A quel punto, l’uomo avrebbe colto la palla al balzo, sostenendo di fare come secondo lavoro il massaggiatore e di avere uno studio nel quartiere di Castro Pretorio a Roma.

Una zona troppo lontana da raggiungere, i due si accordarono per un incontro a casa di lei.

Dal processo è emerso che, una volta giunto nell’appartamento della donna, A. B. avrebbe installato una telecamera nascosta sul davanzale per filmare il massaggio, successivamente dimenticato quando la 54enne avrebbe reagito mettendo l’uomo alla porta in maniera frettolosa.

Dall’esame del video il Collegio potrebbe non aver ravvisato gli estremi di una violenza sessuale.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

“Attendiamo di leggere le motivazioni”, commenta l’Avvocato di parte civile Luca Carchia.

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