Era in carcere da un anno, sospettato di essersi allontanato dal posto di lavoro insieme ad un collega per tentare il colpo della vita e di aver sparato alle vittime per guadagnare la fuga insieme al complice.
Ma dal processo di primo grado è emerso che lui era estraneo ai fatti.



Per questo ieri, martedì 10 marzo, il Tribunale di Tivoli ha assolto per non aver commesso il fatto Yuri B., 26enne italiano residente a Mentana, imputato per rapina, tentato omicidio, porto illegale e detenzione abusiva di armi.
Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere i giudici Teresa Antonella Garcea e Gianpiero Golluccio – ha condiviso la tesi dell’avvocato Carmelo Tripodi di Tivoli, legale di fiducia dell’imputato, e ha respinto la richiesta della Procura di Tivoli di condanna a 7 anni e sei mesi di reclusione.


Yuri B. era stato arrestato sabato 8 febbraio 2025 dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli insieme a Sebastian Andrei M., un 30enne romeno: nei loro confronti il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli Emanuela Maria Francini aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di essere gli autori della rapina e del tentato omicidio verificatosi il 21 giugno 2024 in via Stella Polare, nel Centro residenziale “Parco Azzurro” a Colleverde di Guidonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Secondo un comunicato stampa diffuso l’8 febbraio dell’anno scorso dall’allora Procuratore Capo di Tivoli Francesco Menditto, l’ordinanza era stata emessa dopo quasi 8 mesi di indagini serrate nel corso delle quali gli investigatori avevano raccolto molteplici e concordanti elementi indiziari che ieri il Tribunale di Tivoli ha invece considerato insufficienti a tal punto da dichiarare l’innocenza di Yuri B. con formula piena.
Viceversa Sebastian Andrei M., in un altro processo celebrato col rito abbreviato, è stato condannato dal Tribunale di Tivoli alla pena di 3 anni e sei mesi di carcere, con la derubricazione del reato di tentato omicidio in lesioni personali gravi e l’assoluzione dall’accusa di rapina.


Dai due processi è emerso che la mattina del 21 giugno 2024, Sebastian Andrei M. si allontanò dall’officina di fabbro dove lavorava insieme a Yuri B. in sella allo scooter Honda Sh del 26enne.
Insieme ad un complice non identificato il giovane romeno si recò nel parcheggio del complesso residenziale “Parco Azzurro”, dove, con il volto coperto, rapinò Jaohuar K., un tunisino di 57 anni che aveva appena parcheggiato la propria Lancia Ypsilon, in compagnia del nipote Hamza O., un marocchino di 30 anni.
Secondo le ricostruzioni investigative, alla richiesta di consegnare il denaro, Jaohuar K. avrebbe opposto resistenza, scatenando la reazione degli aggressori, i quali lo avrebbero strattonato, percosso e colpito con il calcio di una pistola semiautomatica Beretta e con un altro oggetto non identificato, riuscendo a sottrargli una collana d’oro prima di tentare la fuga a bordo della motocicletta.
Inseguiti dalla vittima e dal nipote, i due banditi, per garantirsi la fuga, avrebbero esploso 3 colpi di arma da fuoco calibro 7,65 Browning nei confronti degli inseguitori, ferendoli alle gambe e successivamente avrebbero puntato l’arma anche verso una guardia giurata intervenuta dopo aver udito gli spari e le urla.


L’episodio avrebbe generato momenti di forte tensione, soprattutto quando i due banditi non riuscendo ad avviare il motociclo, si sarebbero dati alla fuga a piedi, armati, attraversando dapprima il parco condominiale del complesso residenziale e successivamente una scuola materna in pieno orario di lezione.
Infatti, Sebastian Andrei M. scavalcò la recinzione dell’asilo nido “Sole e Luna” al civico 8 di via Monte Vettore, a Vena d’Oro, frazione “cuscinetto” tra Colleverde di Guidonia e il Centro residenziale “Parco Azzurro” (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Una volta entrato nel giardino, l’uomo di rese conto di non aver possibilità di fuga e uscì dal plesso dileguandosi.
In via Stella Polare intervennero i Carabinieri per i rilievi e i sanitari del 118: il tunisino 57enne fu trasportato al policlinico “Agostino Gemelli” di Roma con una ferita ad una gamba e all’altezza della tempia, il nipote marocchino 30enne all’ospedale Sant’Andrea, anche lui ferito ad una gamba.
Nel corso delle indagini, coordinate dalla sostituto procuratore Lelia Di Domenico, i militari acquisirono le dichiarazioni delle vittime e le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, effettuarono accertamenti balistici, dattiloscopici, biologici e l’analisi dei tabulati telefonici, raccogliendo una serie di elementi indiziari ritenuti gravi nei confronti dei due.
Dai processi è emerso inoltre che Sebastian Andrei M. tornò sul posto di lavoro a piedi dopo aver abbandonato la Honda Sh a Parco Azzurro.
Così, nel corso della stessa giornata, il 26enne Yuri B. denunciò il furto del proprio scooter: un tentativo di depistare le indagini ed escludere la propria responsabilità, motivo per cui è stato iscritto nel registro degli indagati anche per simulazione di reato.
Ieri il Tribunale di Tivoli ha disposto la immediata cessazione di efficacia della misura cautelare disposta un anno fa, tuttavia il ragazzo resta agli arresti domiciliari dove sta scontando la pena a 5 anni e 8 mesi di reclusione per il tentato omicidio di un giovane egiziano: il 6 aprile 2024, in un bar di Mentana, l’extracomunitario fu colpito in più parti del corpo con una piccola piccozza da muratore, per futili motivi (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Le motivazioni della sentenza di ieri saranno depositate tra 60 giorni.





























