SANT’ANGELO ROMANO – Chiude il terrazzo per ampliare casa: denunciata

Blitz dei tecnici comunali: il sindaco ordina la demolizione

Una stanza realizzata chiudendo il balcone scoperta dai tecnici del Comune di Sant’angelo Romano.

Il caso emerge dall’ordinanza numero 1 firmata il 30 aprile dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico Antonio Cornacchia, sindaco di Sant’Angelo Romano.

Con l’atto vengono concessi 90 giorni alla proprietaria e responsabile dell’abuso di provvedere, a propria cura e spese, alla demolizione delle opere abusive e al ripristino dello stato dei luoghi.

Dall’ordinanza emerge che il 6 marzo scorso i funzionari dell’Ufficio Tecnico hanno effettuato un sopralluogo e accertato opere edilizie realizzate in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione sismica.

In particolare la proprietaria risulta aver realizzato, sul terrazzo di copertura del portico al piano primo, un volume edilizio chiuso con pareti in laterizio forato (spessore circa 25 cm), copertura lignea con guaina impermeabilizzante, privo di infissi e finiture interne, avente dimensioni interne pari a circa 5,85 metri per 3,75 metri con una altezza variabile da 2,45 metri a 2,37 metri.

Il 28 aprile la Procura della Repubblica di Tivoli ha trasmesso al Comune di Sant’Angelo Romano il verbale di sequestro del terrazzo trasformato in camera, dal quale risulta il vincolo reale gravante sul manufatto e la natura abusiva delle opere.

Secondo la Variante Speciale di Recupero dei Nuclei Abusivi, infatti il fabbricato ricade nel nucleo spontaneo denominato “Località Palude” (n. 8), sottozona B1 – “completamento residenziale”, la quale non consente incrementi volumetrici ulteriori rispetto a quelli previsti dagli strumenti urbanistici vigenti.

Nell’ordinanza di demolizione viene evidenziato che la permanenza del manufatto, realizzato senza autorizzazione sismica in zona 2B, integra una situazione potenzialmente pregiudizievole per la pubblica incolumità.

Inoltre la natura vincolata e doverosa dell’azione repressiva impone l’adozione tempestiva del provvedimento, al fine di evitare la stabilizzazione di una situazione di fatto contrastante con l’ordinamento urbanistico e paesaggistico.

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