“Stabat mater”: a Tivoli la composizione di Giovanni Battista Pergolesi in un concerto quaresimale dedicato a Maria

Pergolesi 2Il soprano Michela Varvaro e il controtenore Stefano Guadagnini, accompagnati dall’Ensemble aRchimisti, hanno eseguito la composizione di Pergolesi sulla base del manoscritto dell’opera custodito nell’Archivio Vergelli di Tivoli. Il testo, di grande impatto emotivo, mette in musica il dramma di Maria ai piedi del Figlio crocifisso, presentando a un pubblico attento lo strazio della donna elevato a esperienza assoluta di Fede. Le voci cadevano sulla rete sicura degli aRchimisti, appoggiandosi e viaggiando sulla bellezza serena, dolce e potente insieme, dell’ensemble di archi. Ecco le 12 parti del planctus virginis: Duetto: Stabat Mater dolorosa, Aria per soprano: Cujus animam gementem, Duetto: O quam tristis et afflicta, Aria per contralto: Quae maerebat et dolebat, Duetto: Quis est homo, Aria per soprano: Vidit suum dulcem natum, Aria per contralto: Eja Mater, fons amoris, Duetto: Fac ut ardeat cor meum, Duetto: Sancta Mater, istud agas, Aria per contralto: Fac ut portem Christi mortem, Duetto: Inflammatus et accensus, Duetto finale: Quando corpus morietur.

Lo Stabat Mater è una delle più elevate espressioni della musica italiana del Settecento e ispirò le composizioni di diversi musicisti, come Giovanni Paisiello, Johann Sebastian Bach e Joseph Eybler, amico di Mozart e maestro di cappella a Vienna.

Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi, compositore, organista e violinista di epoca barocca, morì di tubercolosi nel 1736, a 26 anni. La sua brevissima vicenda artistica gli valse una meritata fama, cresciuta ulteriormente dopo la morte. Il legame che lega Pergolesi a Tivoli è duplice: la prima biografia storicamente documentata su di lui fu pubblicata nel 1910 da Giuseppe Radiciotti, pioniere della musicologia moderna e insegnante presso il Liceo Classico di Tivoli; inoltre, le due opere più note del compositore, lo Stabat mater e l’intermezzo La serva padrona, sono conservate in manoscritti settecenteschi nell’Archivio Vergelli.

L’esecuzione dello Stabat Mater è stata preceduta da un’altra composizione pergolesiana: la Sonata a tre in sol maggiore che, nei suoi tre tempi, ha preparato il pubblico all’ascolto.

Il concerto ha avuto il patrocinio del Comune di Tivoli e della Comunità Francescana di S. Croce in S. Maria Maggiore. Il prossimo appuntamento, fissato per il 17 aprile, sarà con il tradizionale Concerto di Primavera a Villa d’Este.

 

di Serena Calabrese

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