Tivoli. La “città fantasma”

Le sue origini risalgono all’epoca romana e nel corso dei secoli si è dotata di un lavatoio pubblico, proprio come quello attualmente presente nei pressi del Duomo

Nei pressi della Sibilla, a pochi passi dal Ponte Gregoriano si trova una parte nascosta di Tivoli nota come “zona delle rovine”. Archi, antiche mura e misteriosi cunicoli, soprattutto nelle ore notturne, si adatterebbero perfettamente alle tipiche storie dello scrittore americano John Logan oppure alle scene ricche di suspense firmate dal genio visionario del canadese David Cronenberg. Nel mondo reale la location in questione è stata oggetto degli studi della Soprintendenza Archeologia, impegnata a comprendere le peculiarità della “città fantasma” di Tivoli. Le sue origini risalgono all’epoca romana e nel corso dei secoli si è dotata di un lavatoio pubblico, proprio come quello attualmente presente nei pressi del Duomo. L’aspetto più caratteristico era senza dubbio la presenza di un mulino posto a poca distanza dal fiume Aniene, che è stato anche un fondamentale alleato per l’economia del territorio. Molto probabilmente quando gli studi nella “città fantasma” riprenderanno, dai nuovi resti provenienti da un tempo passato riemergeranno “pezzi unici” capaci di arricchire lo straordinario “palmares storico” tiburtino.

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