Utilizzava l’auto di servizio anche fuori dell’orario di lavoro per scopi personali, anche per andare ad acquistare la droga da consumare da solo oppure insieme agli amici.
Per questo ieri, mercoledì 6 maggio, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di reclusione per peculato un 67enne italiano ex cantoniere della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Barbara Auriemma e Matteo Petrolati – ha invece dichiarato di non doversi procedere nei confronti dell’imputato in ordine al reato di truffa perché estinto per prescrizione.
Secondo la ricostruzione dei magistrati tra il 2016 e gennaio 2018 l’uomo, originario di un piccolo centro della Valle dell’Aniene, si appropriava della Fiat Panda assegnatagli dalla ex Provincia di Roma in qualità di capo cantoniere, utilizzandola con continuità anche fuori dagli orari di servizio e in zone estranee ai percorsi oggetto di vigilanza.
La Procura di Tivoli aveva ipotizzato nei suoi confronti anche il reato di truffa ai danni della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il capo cantoniere avrebbe infatti percorso ogni giorno lunghi tragitti su strade non ricomprese nella sua area di vigilanza, attestando però nei fogli presenza di aver regolarmente svolto la sua attività lavorativa di controllo delle strade di competenza.
Non contento, l’uomo avrebbe anche attestato falsamente di aver fatto gli straordinari, percependo così una retribuzione per il lavoro in realtà non svolto e inducendo in errore i funzionari dell’ex Provincia di Roma circa il regolare svolgimento della sua prestazione lavorativa.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.
Vale la pena evidenziare che il 67enne italiano ex cantoniere della Città Metropolitana di Roma Capitale è attualmente sotto processo insieme ad un 75enne italiano di Tivoli con l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto, detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e peculato.
A luglio 2025 i due uomini furono arrestati insieme ad un 30enne gambiano per il decesso per overdose da eroina di un italiano di 66 anni, avvenuta nella mattinata del 30 luglio 2024 nell’abitazione del 75enne (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Dalle indagini è emerso che il 67enne ex cantoniere al volante del Doblò di servizio aveva raggiunto la periferia Est di Roma per acquistare dal 30enne del Gambia la dose rivelatasi mortale.
In questo secondo caso a stabilire le sue eventuali responsabilità sarà l’esito del processo davanti al Tribunale di Tivoli.




























