Perché il Presidente giura nuovamente se ha già giurato?

Giovedì la pomposa celebrazione alla Camera dei Deputati che per la sua ripetitività smaschera la democrazia come rituale

Una persona che giura fedeltà perché dovrebbe giurare di nuovo? Chiunque abbia giurato una volta, solo se avesse violato il giuramento si fosse redento e volesse rinnovare il suo impegno un’altra volta avrebbe senso che giurasse ancora. Ma il presidente Sergio Mattarella non ha violato alcun precedente giuramento. Quello effettuato sette anni fa sulla Costituzione, come vuole la Costituzione, dovrebbe essere necessario per confermare l’impegno della persona ai dettami voluti dai costituenti nel 1946.

Evidentemente interpretando il nuovo mandato alla presidenza della repubblica, come atto sostanziale che travalica la persona, si intende l’organo costituzionale rappresentato dalla massima carica dello Stato, come vera figura sostanziale. E non la persona che nella fattispecie giura.

L’organo viene prima ed è al di là della persona. L’innaturalità del dover essere prevarica l’esistenza reale che in effettive condizioni di coesistenze trova coerenza nei suoi propositi.

LEGGI ANCHE  Fondi per una nuova scuola a Castel Madama, lo annuncia la Regione Lazio

Secondo questa interpretazione, quindi, non sarebbero le persone, il loro intelletto, la loro abnegazione e fedeltà alle leggi, il perno sostanziale della nostra repubblica, bensì l’esistenza di ordinamenti, che però sono stati inventati da persone concrete.

Il dettaglio su cui il lettore sorriderà evidenzia una stortura che origina innaturalità nel funzionamento della nostra repubblica. La stessa innaturalità per cui su sessanta milioni di italiani non si poteva far altro che eleggere nuovamente la persona Sergio Mattarella. Spiegato ad un extra-terrestre una realtà di questo tipo può essere giustificabile solo col fatto di avere,, questo essere rieletto, poteri taumaturgici. Ma così non è.

LEGGI ANCHE  Fonte Nuova – Meme contro meme, la campagna elettorale dove tutto è possibile

La persona Sergio Mattarella è come ogni comune mortale e a più voci aveva detto di non considerare improrogabile il suo mandato. Si era fatto fotografare nel suo ritorno in Sicilia o mentre i suoi collaboratori facevano gli scatoloni. Erano esibizioni di un convincimento che era sufficiente fosse espresso con una nota in un momento ad hoc: quando era chiaro che Parlamento e Senato non stavano trovando la quadra.

E invece questa possibilità disperata è rimasta sotto traccia dall’inizio di questa consultazione. E verrebbe da sospettare che in effetti questa soluzione fosse presente dall’inizio e in cinque giorni di votazioni si fosse fatta solo sceneggiata per dimostrare che altra soluzione non poteva esserci.

Quindi anche il nuovo giuramento fa parte della stessa sceneggiata.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *