TIVOLI – IL Mausoleo dei Plautii passa all’istituto Villae

Il 28 settembre la consegna. Bruciati: “ È il primo passo verso una stabile apertura di quest’area al pubblico”

L’istituto Villae si allarga. Mercoledì 28 settembre alle ore 17.30, Andrea Bruciati, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VillÆ e Lisa Lambusier, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, si ritrovano per condividere un evento dal grande valore simbolico, il passaggio di consegne di uno dei tesori archeologici di Tivoli, il Mausoleo dei Plautii.

Al termine dei grandi lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza sia all’interno che all’esterno, l’edificio entra nella piena disponibilità delle VillÆ, come già sancito da un decreto ministeriale del 2016.

Il Mausoleo dei Plautii è un monumento funerario databile all’età augustea. L’iscrizione più antica ricorda infatti M. Plauzio Silvano, console nel 2 a.C. Utilizzato anche dai discendenti, il mausoleo, un alto cilindro rivestito in travertino, ha oggi un aspetto profondamente mutato rispetto all’antichità per il fatto di essere stato trasformato nel Quattrocento in torre a protezione del vicino Ponte Lucano sull’Aniene.

Il Mausoleo dei Plautii – commenta Andrea Bruciati – è un luogo che ha affascinato nel corso dei secoli viaggiatori e artisti, che ne hanno rappresentato l’atmosfera e gli scorci.  Finalmente dopo un impegnativo restauro si compie l’acquisizione ufficiale dell’edificio e l’Istituto arricchisce il proprio patrimonio con un monumento fortemente identitario. È il primo passo verso una stabile apertura di quest’area al pubblico”.

Mausoleo e Ponte Lucano: la proposta di un Parco archeologico

L’intervento di manutenzione, recupero e valorizzazione del Mausoleo dei Plautii, finanziato dal Ministero della Cultura con la Legge 190/2014  e diretto dai funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, Anna Paola Briganti, Zaccaria Mari e Sergio Sgalambro, ha riguardato l’intero monumento di età augustea con particolare attenzione all’elegante struttura in blocchi di travertino, alle famose iscrizioni in marmo recanti i nomi dei Plautii Silvani e al coronamento sommitale, con archetti e merlature, dovuto alla trasformazione, nel ‘400, in torrione.

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Di notevole impegno a causa del lungo abbandono è stato, inoltre, il restauro del vano interno ricavato in epoca moderna, le cui lesioni e sconnessioni erano state determinate dalla vegetazione infestante, che annoverava veri e propri alberi.

Sempre nel vano interno, caratterizzato dalla conformazione cilindrica, tre dei quattro pilastri, che servivano a sorreggere impalcati in legno, il più alto dei quali raggiunge i 12 metri, si presentavano in stato di grave degrado e uno era già crollato.

Realizzati nei primi secoli dell’epoca moderna (secc. XVII-XVIII), e funzionali alla trasformazione del monumento in presidio militare, consentirono di ricavare alloggi per i soldati preposti al controllo della principale via di accesso (la Tiburtina) a Tivoli.

I due piani dei solai erano collegati da una scala a chiocciola ricavata in un vano di forma quadrata. Nello spazio interno del Mausoleo, pertanto, si è reso necessario consolidare il muro curvilineo antico con le sue aggiunte moderne, i pilastri e i percorsi di accesso al camminamento superiore, mediante l’impiego di strutture metalliche tra cui la riproposizione della scala a chiocciola, attraverso la quale è oggi possibile godere della bella vista panoramica sul Ponte Lucano, anch’esso di età augustea, e sul casale secentesco “Antica Osteria”.

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Non meno impegnativa è stata la messa in luce del sistema strutturale della parte inferiore del Mausoleo, consistente in una raggiera di setti murari che, a partire dal centro, si agganciano al muro perimetrale. Grazie a questi lavori è stato documentato per la prima volta, rispetto ai numerosi disegni di architetti e artisti dei secoli scorsi, lo schema ingegneristico prescelto per la costruzione del Mausoleo, schema che a partire dalle fondazioni, formanti un corpo pieno, si elevava, dando vita a una serie di vani percorribili, fino al colmo della copertura.

Infine, con questo intervento la Soprintendenza, nell’intento di voler valorizzare l’area circostante il Mausoleo, come più volte ventilato nei decenni scorsi da varie amministrazioni, senza tuttavia mai raggiungere risultati concreti, ha individuato sin da subito, come presupposto essenziale, non solo il restauro del Mausoleo, ma anche la delimitazione di un “ambito di rispetto” nello spirito di quanto previsto dal Decreto di Vincolo del 1954.

Pertanto, con la bonifica dalla vegetazione infestante, la realizzazione di un percorso che collega il monumento alla parte alta dell’area lungo la Statale Tiburtina e la messa in opera di una recinzione, sono state create le premesse per la creazione di un parco archeologico.

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