GUIDONIA – Avances notturne alle baby sitter dei figli, condannato

Pena di 27 mesi per un 68enne italiano: le vittime sono due cugine di 36 e 28 anni

Ad incastrarlo sono stati i racconti delle baby sitter su quelle frasi galanti miste a palpeggiamenti fugaci, vere e proprie avances notturne avvenute all’interno della sua abitazione.
Per questo ieri, mercoledì 5 ottobre, il Tribunale di Tivoli ha condannato a una pena di due anni e tre mesi senza pena sospesa un 68enne pensionato italiano di Guidonia Montecelio per violenza sessuale ai danni di due donne di 29 e 21 anni, oggi rispettivamente di 36 e 28 anni.
Il Collegio presieduto da Nicola Di Grazia – a latere i giudici Giovanni Petroni e Camilla Amedoro – ha riconosciuto l’imputato responsabile dell’ipotesi lieve del reato, derubricando così l’accusa del pubblico ministero Andrea Calice che aveva invece proposto una condanna a sei anni e mezzo di reclusione.
I fatti risalgono al periodo compreso tra maggio e dicembre del 2015, quando l’uomo decise di assumere una baby sitter che aiutasse la moglie nella gestione dei figli.
La prima a prendersi cura dei bambini durante la notte era stata la 29enne italiana. Successivamente la coppia ingaggiò anche la cugina 21enne per il turno diurno.
Per almeno un paio di mesi le due baby sitter si alternarono nella gestione dei ragazzini tra il giorno e la notte, fino a quando entrambe denunciarono all’Autorità Giudiziaria atteggiamenti equivoci del pensionato ogni volta che le assistenti pernottavano in casa per il turno notturno.
Le due baby sitter hanno riferito al Tribunale che ogni volta che i figli di notte si svegliavano e piangevano era sempre il 68enne a scendere dalla mansarda – dove era ubicata la camera matrimoniale di moglie e marito – al piano sottostante dove dormivano le assistenti insieme ai bambini.
Proprio in quelle occasioni si sarebbero consumate le avances e i tentativi di approccio.
In aula ha deposto anche la moglie dell’imputato: la donna ha giurato che la notte era sempre lei ad alzarsi per aiutare le baby sitter, scagionando così il marito.
Versione considerata inverosimile da parte del pubblico ministero Calice: nella sua requisitoria il magistrato ha infatti evidenziato come fosse contraddittorio assumere due baby sitter per riposare la notte e alzarsi ad ogni lamento dei piccoli.
E’ stato un processo particolarmente delicato in quanto basato sulle dichiarazioni delle parti offese – commenta l’avvocato Gian Piero Evangelisti che insieme al collega avvocato Stefano Saccucci rappresentava le cugine baby sitter costituitesi parte civile – Tuttavia il Collegio ha effettuato un ottimo lavoro sull’accertamento dei fatti trovando riscontro e ritenendo fondate le dichiarazioni: le baby sitter hanno detto la verità”.
Il Tribunale di Tivoli ha riconosciuto alle parti civili il diritto al risarcimento del danno da liquidarsi in un separato giudizio civile.
Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate tra 90 giorni.
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